I fratelli Whittington, gangster prestati alle corse

I fratelli Whittington, gangster prestati alle corse

Il lato oscuro del motorsport, fatto di soldi sporchi e potere, ci porta a scoprire una storia intrisa di crimine, droga e passione per le corse

 

Ringraziamo Max Gagliano e la sua pagina Facebook “Reparto Corse” per aver collaborato alla realizzazione di questo articolo.

 

Il rovescio della medaglia

Le corse e il mondo attorno al quale ruotano non sono solo quel paradiso che si para davanti ai nostri occhi, fatto di auto, motori e gloria per i vincitori.  Nel corso della storia le competizioni sono state terreno di caccia di uomini spietati e strafottenti che hanno sfruttato la loro passione per il brivido della velocità al fine di operare i loro loschi traffici, trasformando il loro essere gentleman driver in una attività di copertura.
In questa categoria di “gente per bene” rientrano i Whittington, tre fratelli che si faranno strada a gomitate nel mondo delle corse USA e due di loro si arrampicheranno fino all’Olimpo delle corse, arrivando a vincere clamorosamente un’edizione della 24 ore di Le Mans.

 

Bill Whittington alla 500 miglia di Indianapolis del 1983

 

La storia

Lo sfondo di questa storia è una scintillante e balorda Miami di fine anni settanta.In quel periodo Miami diventa il più grande punto di transito del mondo di cocaina proveniente dalla Colombia e dalla Bolivia facendo cadere una cascata di milioni sulla città, ma aumentando pericolosamente il numero di crimini a livelli mai visti, raccontato nel celebre film Scarface di inizio anni ottanta, piuttosto che nella fortunata serie Miami Vice sempre di quel periodo. In tutto questo i fratelli Whittington erano coinvolti fino al collo in quanto avevano il vizietto di importare cocaina a tutto spiano per autofinanziarsi. I Whittington infatti avevano un hobby piuttosto costoso : erano malati di auto da corsa e tutto ciò che guadagnavano con la cocaina lo investivano nelle corse. All’epoca in America era in voga il campionato IMSA (le gruppo C modificate ) e i fratelli Don, Bill e Dale Whittington misero in piedi un team privato, con un piccolo particolare : avevano a disposizione dei mezzi talmente faraonici da far concorrenza alle organisation dei team delle case ufficiali, senza parlare degli altri team privati che impallidirono di fronte a un tale spiegamento di mezzi e uomini. I Whittington erano sempre tra i protagonisti della serie IMSA, ma il loro business si allargo’ così tanto da partecipare anche al campionato Indycar, dove fecero un discreta figura.

 

Bill Whittington con il suo cane e una vettura con la quale partecipò alla 500 miglia di Indianapolis

 

Un’occasione colta al volo

I Whittington non erano certo persone disposte ad accontentarsi e decisero di sbarcare in Europa per partecipare alla corsa più famosa del vecchio continente, la 24 ore di Le Mans. Il 10 giugno 1979 i fratelli Whittington faranno la più clamorosa operazione di saccheggio della storia delle corse, toccando il loro apice di un escalation sportiva inarrestabile. L’operazione è furba se letta nel contesto di quell’ultima edizione del decennio settanta. Difatti nell’endurance francese di quell’anno spicca l ‘assenza delle grandi case ufficiali, impegnate nella nuova frontiera dei propulsori turbo in F1. La Porsche è presente in via soltanto ufficiosa, presente solamente con una piccola spedizione e tirando fuori dal museo due 936 vecchie di quattro anni e messe nelle sapienti mani di Ickx, opposte a due vecchie Mirage derivate dal modello del 1975. Per il resto, uno stuolo di 935 affidate a team privati provenienti dai campionati IMSA, come l ‘equipaggio formato dai fratelli Don e Bill Whittington e da Klaus Ludwig, solido pilota tedesco.

 

Una Porsche 935 del campionato IMSA

 

Una gara assurda

A inizio gara, le 936 di Ickx e Wollek scattano puntualmente in testa. Il pilota belga affronta una sosta imprevista lasciando il comando a Wollek, ma il francese rimane in riserva, lascia il primato a Redman( in coppia con Ickx), il quale però va a sbattere contro le barriere a causa di una foratura. Wollek riprende la testa ma verso le 18 un guasto alla pompa della benzina lo costringe a perdere mezz’ora ai box. Il testimone passa alla Mirage di Bell , ma ben presto problemi alla trasmissione metteranno fuori gioco anche quest’ultimo. Prendono il comando in alternanza due 935, ma Fitzpatrick impatta contro una lepre causando gravi danni al motore che esplode letteralmente qualche ora più tardi. Intanto ickx con un forcing incredibile risale posizioni, ma alle 7 del mattino sulla Porsche del belga si abbatte una doccia fredda dalla direzione di gara. Il comunicato parla chiaro: squalifica da parte della direzione gara per aver ottenuto assistenza esterna. In pratica gli era stata recapitata una cinghia di ricambio mentre era fermo a Mulsanne, un meccanico della Porsche gli gettò i pezzi di ricambio, ma i commissari se ne accorsero facendo saltare il piano. L’altra 936 di Wollek si ritirerà in seguito in condizioni ormai inservibili.

 

Jacky Ickx e la sua Porsche 936 Turbo

 

Una vittoria di… vescica

Dal ritiro di Wollek la gara vivrà un duello inaspettato per la vittoria finale con la Porsche dei Whittington in testa, seguita a ben tredici giri di distacco dall’altra vettura tedesca privata guidata nientemeno che dall’attore Paul Newman. Ma a poche ore dalla fine ecco che tragedia sportiva tenta di appropriarsi delle sorti della competizione. La vettura condotta da Don Whittington ha un improvviso surriscaldamento. Don si ferma lontano dai box, con la temperatura dell ‘acqua alle stelle e quando apre il cofano della 936 vede il turbo incandescente sotto i suoi occhi. A quel punto il pilota-criminale decide di calarsi la tuta e… urinare bellamente sulla turbina per cercare di abbassare la temperatura. Sarà la pisciata più memorabile della storia delle corse, perché incredibilmente con quel folle gesto Don Whittington riuscirà a raggiungere, grazie alle sue vie urinarie, gli uomini del proprio box che provvederanno alla riparazione, riuscendo a far ripartire la sua Porsche 935 degli con ancora 3 giri di vantaggio. Il resto è storia fino al traguardo. Quando il mossiere cala la bandiera a scacchi sul vincitore, nessuno è consapevole del fatto che per la prima volta la 24 ore di Le Mans è stata vinta da dei narcotrafficanti.

 

La Porsche 935 #41 dei fratelli Whittington taglia per prima il traguardo della 24h di Le Mans del 1979

 

Dalle stelle alle stalle. Anzi, alla galera…

La vittoria all’endurance più famosa e prestigiosa del mondo  sarà lo Zenith della scalata sportiva dei Whittington, che torneranno a correre negli States con i giorni contati addosso. Nel 1984 saranno infatti arrestati e sbattuti al fresco per traffico e spaccio di droga per poi riapparire sfacciatamente alla 24 ore di Daytona nel 1998, una volta scontata la pena. Sporchi, gradassi e cattivi, i fratelli Whittington sono stati l ‘esatto esempio di come i soldi, sporchi o puliti che siano, possano portare ai vertici dell ‘ automobilismo due drogati, è il caso di dirlo, della velocità.

 

Don Whittington alla 500 miglia di Indianapolis del 1980

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