Ironia portami via!!!

Ironia portami via!!!

L’ironia è una facoltà a numero chiuso!

Mai come in questi ultimi periodi sto notando un crescendo di acrimonia, presunzione, permalosità e via discorrendo. Quando mi sono iscritta a facebook, nel lontano 2009, il massimo della litigiosità era non rispondere ai vari cuoricini, abbracci, auguri che ti arrivavano ogni giorno… Adesso sembra un campo di battaglia, non si può più dire una parola che tutti ti volano addosso!

Non parliamo poi di far battute!! Ci fosse qualcuno che le capisce!!  E’ un panorama sconfortante. Ma com’è possibile che si sia arrivati a questi livelli? Perché tutti ci prendiamo troppo sul serio e non siamo neanche più capaci di distinguere il serio dal faceto? E non parlo solo della realtà virtuale ma, purtroppo, anche della vita reale!!!

Eppure “La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà” era uno slogan del ‘sessantotto’, ripreso da un motto anarchico di fine ‘800, attribuito a Michail Aleksandrovic Bakunin, ed era apparso per la prima volta in Italia sui muri della facoltà di Lettere dell’Università di Roma per poi diventare motto dei movimenti degli anni ’70. Ma con l’andar del tempo le cose non sono andate proprio in questo modo.

 

Un manifesto con lo slogan che ha ispirato questo articolo.
Un manifesto con lo slogan il cui titolo ha ispirato questo articolo

 

Ultimamente ho notato una sorta di schizofrenia nelle persone: da un lato si ergono a paladine della libertà di opinione e di espressione, dall’altro, appena si sentono toccate sul vivo e personalmente, anche solo da una battuta innocente, si arrabbiano tremendamente e da lì comincia un escalation di intolleranza inarrestabile, farcita di insulti ed auguri di ogni male a chi ha osato proferire quell’offesa  ed a tutta la sua  settima generazione.

Quindi la domanda è questa: come mai l’ironia e l’autoironia si stanno estinguendo ed anche in maniera piuttosto veloce? Come mai nonostante tutti i proclami e tutti i “Charlie” ancora in libera uscita spesso non si riesce più a capire la differenza tra una battuta, magari anche  sarcastica per carità, ed un vero e proprio insulto?

Ad esempio, a me fa molto sorridere (o ridere grigio, come diceva mia nonna) il fatto che molte persone prendano per oro colato gli articoli di Lercio, del Corriere del Corsaro (i cui giornalisti a mio parere sono dei geni!!). E vogliamo parlare degli articoli del Fatto Quotidaino???  In tanti (troppi) non si rendono conto che è solo una parodia del Fatto Quotidiano, è un sito specializzato in bufale; così si indignano per le presunte verità riportate  negli articoli  e  condividono a manetta! E dire che basterebbe fare attenzione a come è scritto il  nome della testata !

 

Lercio, un giornale i cui giornalisti sono dei geni della satira, anche se spesso rimangono incompresi.
Lercio, un giornale i cui giornalisti sono dei geni della satira, anche se spesso rimangono incompresi.

 

Com’è possibile che la gente non si accorga che una determinata frase è  ironica o sarcastica? E’ pura distrazione o è anche pigrizia mentale? Non si vuol più neanche fare la fatica di cercare di capire ciò che l’altro ci sta dicendo o il contesto in cui una data affermazione viene fatta? Oppure siamo tutti  così convinti di avere la verità rivelata in tasca al punto che non ammettiamo nessuna critica, nessun  appunto e  non permettiamo  a nessuno di  prenderci un po’ in giro?

Dylan Dog ( il mio personaggio dei fumetti preferito, per quanti ancora non lo sapessero… ) sostiene che non si può vivere senza ironia e soprattutto senza autoironia, perché forse è vero che non si salverà il mondo usandole, ma sicuramente si sopporteranno le varie vicende ed avversità della vita in modo più sereno e quindi migliore.

 

Una fantastica vignetta di Dylan Dog in cui, grazie all'ironia, si sdrammatizza anche la morte.
Una fantastica vignetta di Dylan Dog, in cui grazie all’ironia si sdrammatizza anche la morte.

 

Per completare il quadro vi riporto  qualche definizione tratta dal vocabolario, giusto per avere un’idea delle differenze, sottili a volte ma interessanti,  che intercorrono tra ironia e sarcasmo, ad esempio,  tra satira e sarcasmo, tra cinismo e satira.

Ironia: Alterazione spesso paradossale, allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante l’apparente dissimulazione della sua vera natura o entità: fare dell’ironia; ironia bonaria, arguta; ironia. amara, crudele.

1 Atteggiamento di bonaria irrisione, di superiore distacco dalle cose: osservare le vicende umane con ironia.

2 Messa in ridicolo, sarcastica deformazione di una cosa, di una persona, di un concetto: fare dell’ironia;  per ironia della sorte

3 Dissimulazione del proprio pensiero o della verità, affermando il loro contrario o parzialmente nascondendoli; costituisce anche una figura retorica

Autoironia: Capacità di sorridere e di ridere di sé stesso.

Sarcasmo: Ironia amara e pungente, ispirata da animosità e quindi intesa anche ad  offendere e umiliare, che a volte può essere espressione di profonda amarezza rivolta, più che contro gli altri, contro sé stessi

Satira: 1. Genere di composizione poetica a carattere moralistico o comico, che mette in risalto, con espressioni che vanno dall’ironia pacata e discorsiva fino allo scherno e all’invettiva sferzante, costumi o atteggiamenti comuni alla generalità degli uomini, o tipici di una categoria o di un solo individuo:  satira acerba, amara, mordace.

  1. Critica più o meno mordace (dal sarcasmo alla caricatura) verso aspetti o personaggi tipici della vita contemporanea.

Cinismo: Atteggiamento di ostentata indifferenza e disprezzo nei confronti di valori morali e sociali.

 

Luciano De Crescenzo ed una delle sue massime.
Luciano De Crescenzo ed una delle sue massime.

 

Ovviamente la mia preferita è la definizione di autoironia, vista come una capacità! Ma quanti di noi ce l’hanno davvero? Una capacità è qualcosa di cui il più delle volte si è dotati dalla nascita, un talento. Purtroppo chi non ce l’ha difficilmente riuscirà ad acquisirla e soprattutto farà fatica a comprenderla! E’ questa l’origine di tante discussioni inutili e dannose per il sistema nervoso; la mancanza di autoironia dà il via a situazioni che, nei casi più estremi, diventano addirittura pericolose…minacce, denunce, e via discorrendo.

 

Forse a scuola bisognerebbe fare dei corsi in proposito, bisognerebbe insegnare a non essere permalosi, a non offendersi ogni tre per due, ad avere un minimo di elasticità mentale. Eviteremmo così  di metterci in tante situazioni spiacevoli che spesso hanno origine da semplici fraintendimenti.

Io, che di solito vedo il bicchiere mezzo pieno, sono piuttosto pessimista a riguardo; noto  sempre più intolleranza, astio  ed acrimonia in giro e temo che non sarà più una risata a seppellirci  ma saremo noi a seppellire l’ironia e nello stesso tempo anche una parte molto importante  di noi, quell’anima giocosa, a volte dissacrante,  che ci riporta ad essere ogni tanto un po’ bambini, un po’ ribelli. Ma senza questa componente saremo destinati ad invecchiare senza gioia né allegria  e sempre più incattiviti, cosa niente affatto  confortante.

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