Pane, amore e…alcool.

Pane, amore e…alcool.

Una volta erano il maresciallo Antonio Carotenuto, donnaiolo attempato, e Pizzicarella la Bersagliera.

Ora sono due giovani turiste/ studentesse americane e due carabinieri in servizio e non si parla più di amore, ma di stupro, agevolato dai fumi dell’alcool.

La storia ormai la sanno tutti, anche se, come spesso accade, ci è stata fornita con varie versioni, a seconda delle testate: due ragazze americane, dopo una nottata di bagordi in un locale fiorentino, hanno accettato fiduciose il “passaggio” da parte di due carabinieri, non riuscendo a trovare taxi disponibili, ma sono poi state da questi violentate, proprio nei pressi del loro appartamento.

I più pruriginosi hanno precisato nell’ascensore e sulle scale. Uno per una…: “Tu ti pigli la mora ed io la bionda”. In due diverse “location”, forse non proprio in simultanea, ma pare con un sincronismo da film hard.

Le due giovinette, scampate poi alle mani dei bruti in divisa, e sappiamo che lo erano anche durante a violenza, perché pare che una delle due sia riuscita a fare una foto (ma qualcuno sostiene addirittura un brevissimo video) dove si vede un pantalone chiaramente della divisa, l’arma e non si capisce bene che altro.

Però altre fonti affermano che il video sia stato probabilmente girato prima, nella discoteca, dove i carabinieri erano stati chiamati dal proprietario del locale, per sedare gli animi.

Comunque, le due giovani la mattina successiva, una volta ripreso coraggio, si sono rivolte alla sede della questura in via Zara, per sporgere denuncia.

I due militari, Pietro Costa, 32 anni, palermitano, insieme al collega pratese Marco Camuffo, 53 anni, sono iscritti nel registro degli indagati.

Le varie testate giornalistiche, più o meno accreditate, si sono poi sbizzarrite nel fornire dettagli vari.

Si riporta, uno per tutti, l’articolo apparso sull’edizione on line del “Secolo d’Italia”:

“Secondo la denuncia, le due studentesse avrebbero conosciuto i militari nei pressi di un locale notturno che si affaccia dall’alto su tutta Firenze, il Flo’ in viale Michelangelo 82, dove i carabinieri erano intervenuti, insieme ad altri quattro colleghi a bordo di tre “gazzelle” dell’Arma, in seguito a una telefonata fatta dal titolare per una richiesta di intervento al fine di sedare alcuni disordini e schiamazzi che si stavano verificando. Fuori dal locale sono intervenute tre pattuglie, una delle quali quella dei due carabinieri accusati.

Una volta arrivati sul posto i due carabinieri avrebbero conosciuto le due ragazze e le avrebbero fatte salire a bordo della propria auto di servizio poiché erano entrambe abbastanza alticce.

Poi, sempre a bordo dell’auto – erano, circa, le 2,30 di notte – avrebbero raggiunto un appartamento in una casa in Borgo Santi Apostoli nel centro storico di Firenze vicino alla centralissima via Tornabuoni. E in quella casa si sarebbe consumata la violenza. Una ragazza avrebbe subito l’abuso da parte di uno dei due carabinieri nell’androne del palazzo dove si trova l’appartamento affittato dalle due studentesse, un’altra all’interno dell’ascensore dello stesso edificio.

il palazzo dove risiedevano le due studentesse

Alcune telecamere lungo il tragitto, però, avrebbero ripreso l’auto con a bordo i due carabinieri e le due studentesse. E questo, assieme agli accertamenti medici che confermerebbero i rapporti sessuali complica di parecchio la posizione dei due militari.

Le due studentesse, a Firenze per motivi di studio in una Accademia per stranieri, avrebbero identificato senza dubbio i due uomini come carabinieri poiché entrambi sarebbero stati in divisa.

Gli abiti indossati dalle studentesse al momento della presunta violenza sono stati sequestrati e sono in corso in queste ore gli esami del Dna.

Gli investigatori hanno confermato che una delle due ragazze statunitensi era addirittura assicurata contro lo stupro. Entrambe sarebbero state alticce al momento in cui hanno incontrato i militari e una delle due anche sotto l’effetto di cannabis. Le ragazze sono state anche sottoposte all’alcoltest e al narcotest e sarebbero risultate positive”.

Alcune fonti lasciavano intendere che tra i militari e le ragazze vi fosse stato anche uno scambio di numeri di cellulare, fatto abbastanza incompatibile con uno stupro, ma da altre parti la notizia viene smentita.

Vero tutto ed il contrario di tutto.

Certamente vi è l’assoluta leggerezza con cui i due militari hanno agito, contravvenendo alle più elementari regole dell’Arma, quindi devono essere puniti con estrema severità. Personalmente propenderei per il congedo definitivo, senza se e senza ma, a prescindere dall’effettiva esistenza della violenza. Non è ammissibile neanche un rapporto consensuale, non ci sono scuse che tengano. Non vale dire “La ragazza era invitante e non mi sono accorto che fosse ubriaca”. Non ti sei accorto delle sue condizioni alterate, dopo anni di servizio? Ma chi ti ha fatto entrare nell’Arma? Stiamo scherzando?

Altrettanto vero, a mio modo di vedere, è il comportamento leggero delle due ragazze. Sicuramente alterate da una notte di bagordi a base di alcool e droghe, potrebbero aver decisamente provocato i due, salvo poi pentirsene la mattina dopo, a mente più fresca.

Altra notizia apparsa in diverse versioni è quella riguardante una presunta assicurazione delle due giovinette proprio contro gli stupri. Non ho modo di verificare personalmente la questione, ma mi pare probabile che venga per prassi stipulata una qualche formula assicurativa che copra eventuali incidenti occorsi durante il soggiorno all’estero.

Ho invece potuto appurare che molto spesso i giovani militari vengono fatti segno di attenzioni da parte di giovani e disinibite turiste, specie in località d’arte o turistiche, che non si fanno scrupolo a lasciare i loro numeri di telefono, presumo non per incontri sulla sicurezza stradale.

La discoteca dove si trovavano le ragazze

Di certo alla vicenda è stata data ampia eco, anche troppa forse, dando spazio a commenti spesso generalizzanti e facilmente strumentalizzabili.

Per questo mi pare estremamente opportuno punire con grande severità i due carabinieri coinvolti, perché il danno che ne è derivato all’intera Arma è davvero immenso e potrebbe avere gravi ripercussioni.

Mi auguro che le due ragazze siano state solamente vittime di una serata ad alto tasso alcolico e non solo, che si siano divertite e che poi, a mente fresca, abbiano pensato che non potevano aver fatto una cosa del genere e che, di conseguenza, doveva essere avvenuto contro la loro volontà, quindi erano state stuprate.

Se, invece, la violenza davvero c’è stata, allora preferisco non dire apertamente cosa sarebbe bene fare ai due personaggi in questione, ma, ripeto, non credo sia questo il caso.

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