Cédric Tornay. VERITÀ SULLA STRAGE IN VATICANO. Ultima parte.

Cédric Tornay. VERITÀ SULLA STRAGE IN VATICANO. Ultima parte.

Prima di affrontare il discorso movente, vediamo chi erano le vittime, poiché i loro ruoli potrebbero avere una causa determinante in questa strage.

ALOIS ESTERMANN

Facciamoci raccontare chi è dalle parole di chi lo impersona nel pezzo teatrale “Strage in vaticano” di Fabio Croce e Paolo Orlandelli.

Nato a Lucerna il 29 ottobre del 1954, dopo il diploma Estermann sceglie la vita militare.

Nell’estate del ’77 trascorre tre mesi come guardia ausiliaria dell’esercito pontificio e il 1° luglio del 1980, all’età di soli venticinque anni, entra nella Guardia Svizzera Pontificia direttamente con la carica di Capitano.

E’ la prima volta nella storia della Guardia svizzera che qualcuno entra nel Corpo direttamente con il grado di ufficiale.

Nell’aprile del 1983 viene promosso Maggiore.

Un avanzamento senza precedenti e inspiegabile, se si considera che il grado di maggiore veniva conferito solo agli ufficiali coniugati, e Estermann era scapolo.

Pochi mesi dopo, un nuovo inedito privilegio: benché da regolamento occorressero cinque anni di servizio per essere autorizzati a contrarre matrimonio, il 24 dicembre Estermann sposa, con rito cattolico, la venezuelana Gladys Meza Romero di 6 anni più grande di lui, dopo essersi già unito con lei in Venezuela, con rito civile, pochi mesi prima.

Il matrimonio accelera ulteriormente la carriera di Estermann, poiché trova in sua moglie un alleato ideale.

Gladys Meza Romero il giorno delle nozze con Alois Estermann nel 1983 a Roma. )

Gladys Meza Romero

Nata il 24 gennaio 1949 a Caracas, Venezuela, terzogenita di nove figli, dopo la scuola Gladys Meza Romero si arruola nei servizi di informazione e sicurezza della polizia di Stato.

Approda a Roma nel 1981 grazie all’interessamento del potente Cardinale filo opusiano Castillo Lara e nel 1992 entra ufficialmente nell’Ambasciata venezuelana presso la Santa Sede.

Non fa parte del corpo diplomatico, ma è inquadrata come funzionario amministrativo.

Nel ’93 consegue la laurea in diritto civile e canonico presso la Pontificia Università Lateranense di Roma e si iscrive alla libera università Maria Santissima Assunta, collegata al vicariato di Roma.

L’ambasciata venezuelana presso la Santa Sede è l’epicentro di un forte flusso di capitali tra Europa e America Latina.

Gladys è riservatamente incaricata di mantenere i contatti con il Vaticano e di gestire materialmente i fondi delle istituzioni filo-opusiane legate all’ambasciata.

Nel 1987 Estermann viene promosso Vice-Comandante.

Nell’89, diventa Tenente-Colonnello e responsabile amministrativo e finanziario del Corpo. Una sfolgorante carriera.

A partire dal 1990, comincia a organizzare una cellula opusiana all’interno della Guardia Svizzera. E’ il primo passo verso la costruzione del “Corpo scelto” secondo i disegni dell’Opus Dei.

Un “reparto speciale” in grado di neutralizzare il potere poliziesco della Vigilanza, da sempre controllata dalla cordata massonica, di sorvegliare i palazzi apostolici e il Pontefice.

Un tassello decisivo per la scalata al potere nel Palazzo della Chiesa di Roma.

Di questo aspetto parleremo poi in seguito, poiché è molto importante per comprendere cosa realmente ci fosse dietro alle persone che poi diventeranno due vittime, certe, ed un carnefice, forse.

Negli anni i coniugi Estermann costruiscono una fittissima ragnatela di contatti e rapporti con personalità ecclesiastiche, ambienti politico-finanziari, diplomatici e militari, non solo vicini all’Opus Dei, ma anche a settori della massoneria vaticana e internazionale.

Per il suo carattere ombroso e collerico, per la sua indole autoritaria e con punte di fanatismo, all’interno della Guardia il Vice-Comandante Estermann è temuto e mal tollerato. Non solo dalla truppa, ma anche da sottufficiali e ufficiali, nessuno dei quali può vantare i contatti e le protezioni di cui gode il Tenente-Colonnello.

Nel 1996 comincia a circolare la voce che il Colonnello Buchs, allora comandante del Corpo della Guardia Svizzera, avrebbe lasciato il comando l’anno successivo.

I coniugi Estermann intensificano le loro pubbliche relazioni, inviando biglietti e regali in occasione delle festività ai membri di spicco della Curia romana, del corpo diplomatico, a politici e a giornalisti, come nelle più classiche prassi politico-clientelari.

Dimissionario fin dal maggio 1997, il Colonnello Buchs lascia ufficialmente il comando il 30 novembre successivo e Estermann viene nominato Reggente e poi Comandante ad interim.

Passano altri quattro mesi prima che la carica provvisoria di Estermann venga superata con la promozione al grado di Colonnello e con l’incarico ufficiale di Comandante.

In totale più di un anno di manovre, trattative e scontri, culminati il 4 maggio 1998.

Per scoprire mandanti, esecutori e movente della strage del 4 maggio ’98, una vera inchiesta giudiziaria avrebbe dovuto indagare a fondo sui coniugi Estermann e sulle loro attività riservate, e di conseguenza avrebbe dovuto rovistare nelle più segrete stanze del Vaticano.

Avrebbe cioè dovuto fare proprio quello che la Santa Sede ha voluto impedire che si facesse.

Cédric Tornay, assassino o vittima?

Cédric Tornay

Lasciamo che siano ancora una volte le parole dei personaggi dell’opera teatrale a raccontarci chi era, così come abbiamo fatto anche per Gladys.

Nato il 24 luglio 1974 nel cantone Vallese, Cédric Tornay entra nella guardia svizzera il 1 dicembre 1994, all’età di vent’anni.

Il giovane era stato reclutato da Alois Estermann in persona, che lo aveva conosciuto durante una vacanza in Svizzera, a Martigny, dove Tornay partecipava alle attività di un gruppo Scout.

In caserma Cédric trova un clima tutt’altro che sereno tra fazioni, contrasti e stranezze inverosimili.

Trova il Vice-Comandante, il Tenente Colonnello Estermann, che ha l’ossessione del Corpo della Vigilanza ed è arrivato a vietare qualunque contatto fra gli alabardieri e gli appartenenti all’ex-Gendarmeria.

Il Vice-Comandante è temuto e chiacchierato, anche per via di quella sua moglie venezuelana, in stretti rapporti con i vertici del Vaticano, arrogante verso le guardie e altezzosa con le mogli degli altri ufficiali.

Il rapporto tra Estermann e Tornay è inizialmente improntato a un’amicizia molto stretta, caratterizzata da favoritismi e attenzioni personali.

Non è un segreto, infatti, che il comandante simpatizzi con alcuni soldati, gran parte dei quali sono omosessuali dichiarati.

La Guardia Svizzera viene da molti considerata come un bacino di raccolta di giovani uomini con i quali anche potenti prelati amano intrattenersi in privato.

Poiché nella Banda del Corpo non ci sono più i tre pifferai, l’alabardiere Tornay impara a suonare lo strumento e insieme a due commilitoni ristabilisce l’antica usanza.

Il 6 maggio 1995, indossando l’alta uniforme, la corazza e l’elmo piumato, con tre dita della mano destra alzate e con l’asta della bandiera del corpo nella mano sinistra, Cédric pronuncia il solenne giuramento.

«Giuro di osservare tutto ciò che il mio stato richiede… Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice regnante… di dedicarmi a lui con tutte le mie forze, sacrificando – se occorre – la mia vita in sua difesa…»

Il retroscena

Facciamoci spiegare il dietro le quinte dall’opera teatrale “Strage in vaticano”.

Il deferimento del Comandante Buchs, predecessore di Estermann, dal Vaticano era avvenuto nel novembre del ’97, in concomitanza con la conclusione dell’istruttoria della magistratura italiana sulle misteriose scomparse di Mirella Gregori e Emanuela Orlandi, le due tristemente note ragazze quindicenni, la prima cittadina italiana e la seconda vaticana, rapite nel 1983 e mai più ritrovate.

Un’istruttoria molto imbarazzante per la Santa Sede: i giudici italiani infatti accusavano il Vaticano di aver contribuito a depistare l’inchiesta.

Dichiara il prefetto di Roma il 9 febbraio del ’94: «La Santa Sede, pur disponendo di diversi contatti telefonici, non ha reso partecipi dei suoi rapporti la magistratura e le autorità di polizia italiane. Ritengo che le ricerche siano state viziate dal diaframma frapposto tra lo Stato italiano e la Santa Sede. L’intera faccenda è stata caratterizzata da numerose iniziative disinformative con fini di palese depistaggio».

Il repentino allontanamento di Buchs aveva lasciato il corpo delle Guardie Svizzere senza un Comandante per molti mesi. Solo a mezzogiorno del 4 maggio 1998, 9 ore prima della sua morte, l’ex vice di Buchs, Alois Estermann, era stato nominato nuovo comandante del Corpo.

Una guerra tra fazioni

Nei mesi tra la fine di novembre del 1997 e l’inizio di maggio del 1998, nelle stanze del comando dello Stato Vaticano si era combattuta la parte finale di una guerra intestina tra le due fazioni che da molti anni si contendono il potere: quella dell’Opus Dei e quella della massoneria, la prima intenzionata ad annettersi il controllo della Guardia svizzera, la seconda impegnata ad impedirglielo.

Una struttura nevralgica, la Guardia Svizzera, il Corpo infatti presidia il Palazzo Apostolico controllandone tutti gli accessi, e il comandante vigila costantemente la persona del Santo Padre, sia in pubblico che in privato.

L’Opus Dei è una potentissima “massoneria clericale”, fondata nel 1928 dal religioso José Maria Escrivà de Balaguer. E’ una società segreta e come tale proibita dalla Chiesa.

José Maria Escrivà de Balaguer

L’Opus Dei nega di essere una confraternita segreta, ma rifiuta di rendere nota la lista dei suoi affiliati.

Solo una piccola percentuale dei suoi membri è costituita da ecclesiastici, i rimanenti sono laici di entrambi i sessi.

L’Opus Dei rappresenta lo schieramento di estrema destra della Chiesa cattolica. Dispone di sedi, comunità, enti e università, in ogni continente.

Il suo nome “Opera di Dio”, sottende un’organizzazione “santa, immutabile ed eterna” voluta da Cristo come strumento di salvezza “nel cuore della sua Chiesa”, con il compito di “cristianizzare “ e “santificare” i popoli e le loro istituzioni.

Mentre le logge massoniche sono autonome e pervase da correnti e lotte intestine, gli affiliati dell’Opus costituiscono una grande, compatta e potentissima organizzazione internazionale.

Lo scandalo Ior-Ambrosiano.

I primi passi della scalata opusiana in Vaticano, all’inizio degli anni ’80, coincidono con gli ultimi atti del colossale intrigo finanziario Ior-Ambrosiano.

Uno scandalo provocato da anni di scorribande della banca vaticana gestita dalla cordata massonica.

La Chiesa di Roma si trovava al culmine di una crisi gravissima: coinvolta in un imminente crac bancario di oltre mille miliardi di lire e con ripercussioni diplomatiche internazionali, era attanagliata da acute difficoltà finanziarie.

In soccorso della Santa Sede si muove l’Opus Dei, che offre il suo intervento per salvare dal crac il Banco Ambrosiano, chiedendo in cambio il controllo dello Ior, l’Istituto per le Opere Religiose, la banca vaticana.

Ma la cordata massonica si oppone al progetto. Il Banco Ambrosiano affonda nel crac e la loggia vaticana mantiene il controllo dello Ior.

Eletto grazie al sostegno di cardinali filo-opusiani, Giovanni Paolo II accorda a questa organizzazione integralista lo status di Prelatura personale, facendone una diocesi mondiale, extraterritoriale, una vera a propria Chiesa nella Chiesa.

Tramite un accordo diretto col Pontefice, capitali filo-opusiani per 250 milioni di dollari consentono al Vaticano di uscire dal crac Ior-Ambrosiano e per alleviare le difficoltà finanziarie della Santa Sede, le fondazioni filo-opusiane cominciano ad erogare finanziamenti a pioggia per “opere di carità”.

Da allora la penetrazione dell’Opus Dei nel palazzo della Chiesa è stata inesorabile, frenata solo dall’altro clan del potere occulto in Vaticano: quello massonico.

La massoneria tra le mura vaticane

La penetrazione massonica in Vaticano cominciò all’inizio degli anni settanta, sotto il pontificato di Paolo VI, e venne consolidata dalle trame finanziarie imbastite dall’allora presidente della banca vaticana insieme a banchieri catto-massoni affiliati alla loggia segreta P2.

Papa Luciani

Con l’avvento di Papa Luciani, nel 1978, la confraternita massonica rischiò di essere debellata. Giovanni Paolo I aveva infatti avviato un’indagine sulla presenza massonica nelle gerarchie ecclesiastiche e si apprestava a destituire il segretario di Stato e il presidente della banca vaticana.

Aveva inoltre intenzione di conferire all’Opus Dei l’elevazione a Prelatura personale, che fu poi accordata dal suo successore. Ma non poté portare avanti i suoi propositi perché il 28 settembre fu trovato morto nel suo letto.

Le cause della sua morte sono tuttora ignote, dal momento che non è stata autorizzata l’autopsia sul suo cadavere.

E’ interessante notare che l’attentato a Giovanni Paolo II avvenne poco prima ch’egli concedesse all’Opus Dei il titolo di “Prelatura Personale”.

Una vicinanza compromettente, quella di Giovanni Paolo II con l’Opus Dei, che porterà il Papa polacco a fare visita al dittatore cileno Augusto Pinochet, amico di Balaguer, segnando il punto più basso della popolarità del pontefice.

Sotto il pontificato di Karol Wojtyla, comunque, il presidente della banca vaticana è rimasto sempre al suo posto, erogando forti finanziamenti al sindacato cattolico e anticomunista polacco, Solidarnosc.

Giovanni Paolo II con Pinochet.

Oltre a queste due grandi cordate si muovono altri piccoli gruppi, come i “Legionari di Cristo”, “Comunione e Liberazione”, i “Cavalieri di Colombo”, i Lefébvriani, che sostengono di volta in volta la cordata massonica o quella opusiana, a seconda delle convenienze.

Le due grandi fazioni, nelle situazioni di emergenza, si vedono costrette a fare fronte comune e a collaborare.

E’ interesse di entrambe, ad esempio, che la verità sulla strage del 4 maggio 1998 non venga a galla, proprio perché affonda le sue radici nella loro perenne guerra sotterranea.

Nello scontro di potere fra la cordata massonica e quella opusiana, l’aspetto finanziario è determinante. E i coniugi Estermann entrano negli ingranaggi di quella grande contesa”.

Il tutto non poteva essere spiegato meglio.

Giunti a questo punto, chiudiamo con le ultime battute del pezzo teatrale, volutamente, poiché questa vicenda è tutta una farsa, per capire il

MOVENTE.

Il movente del triplice delitto è da ricercare in una o più ragioni convergenti.

La contrastatissima nomina di Estermann a comandante della Guardia svizzera.

La figura, il ruolo, le attività finanziarie dei coniugi Estermann in Vaticano.

E Cédric Tornay come ideale copertura dell’esecuzione, per addossargli il duplice delitto ed evitare indagini a vasto raggio.

Nessun magistrato vaticano avrebbe mai potuto azzardarsi a cercare una simile verità.

Subito dopo l’archiviazione, il Vaticano si è preoccupato di far sparire il luogo della strage.

Nel marzo del ‘99, infatti, l’appartamento del triplice delitto del 4 maggio 1998 è stato completamente ristrutturato.

 

PAOLA PAGLIARI

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