Leonora, poetessa contemporanea

Leonora, poetessa contemporanea

Recentemente  ho avuto modi di leggere alcune poesie di Leonora, artista colombiana da molti anni in Italia. Mi sono piaciute molto, così, insieme alla redazione dell’Ultima Parola, ho deciso di presentarla anche a voi.

Leonora è una bella signora, una donna molto poliedrica: canta, balla, disegna, fa opera di volontariato presso la Croce Rossa Italiana e, naturalmente, scrive poesie. Vive in Italia da 30 anni, è sposata con un uomo italiano ed ha un figlio ormai adulto.

Leonora ha ereditato la vena artistica dal padre, con cui ha passato gran parte della sua vita, aiutandolo nella realizzazione di molti suoi progetti artistici.

Donna con molti interessi ed un occhio sempre rivolto verso chi ha bisogno, non solo in Italia, ma anche nel suo paese d’origine, Leonora scrive le sue poesie in spagnolo, poi le traduce in italiano.

Le sue, però, ci spiega, non sono poesie ma stati d’animo, che scaturiscono da particolari momenti emotivi delle persone che le stanno vicino. Il suo motto è, infatti, questo: “Quello che penso, sento, sogno, lo scrivo, sperando che si realizzi  e sperando allo stesso tempo che qualcuno un domani gli dia un senso”. “Lo che pienso, siento, suegno, lo escribo esperando que esto se realice e esperando sobretodo al miesmo tiempo si es possible que alguno un dia le de un sentido” .

 Qui di seguito vi proponiamo alcune sue poesie

IL TELECOMANDO

Ho bisogno del magico telecomando

devo tornare indietro,

ho dimenticato di mettere a posto qualcosa che traballa tra lo spazio

e il tempo.

 

In questa poesia Leonora pone due stati d’animo a confronto, la ricerca di qualcosa rimasto in bilico e la necessità di tornare indietro. Stati d’animo che tutti noi, in determinati momenti della nostra vita, abbiamo provato.

 

LA MINESTRA

Lo so che mi hai lasciata per quella testa

di zucca stagionata,

con quelle guance del color della carota,

con due broccoletti al posto degli occhi,

con un naso grande a forma di patata,

con quella pelle dal sapore della cipolla,

con due pomodorini  al posto della bocca

e dentro a questa un pugno di fagiolini bianchi,

sul petto due tonde melanzane di colore viola,

e delle grosse zucchine al posto delle braccia,

con degli spicchi d’aglio al posto delle unghie

e due grandi porri al posto delle gambe.

Caro, questa minestra l’hai scelta tu, adesso mangiala.

Buon appetito!

Molto interessanti le analogie con elementi della natura, frutta e verdura, per descrivere personaggi e sentimenti. Immagini che a me hanno ricordato in qualche modo il famoso pittore Arcimboldo. Il finale è ironico, ma senza acrimonia. La giusta posizione che dovrebbe mantenere ogni donna in situazioni come questa.

 

SOLO UN MINUTO

Solo un minuto per dirti che

l’altro giorno qualcuno il mio viso accarezzava,

certamente non eri tu, era solo un fugace vento.

Che sulla mia strada deserta e buia qualcuno dietro di me camminava,

certamente non eri tu, erano i passi del silenzio.

Che ho visto una figura appoggiata al davanzale della mia finestra,

certamente non eri tu, era una colomba che cercava riparo.

Che l’altra sera il telefono ha squillato,

certamente non eri tu, era un altro che aveva  il numero sbagliato.

Che una notte ho sognato che eri vicino a me e diventavo una fiamma,

certamente non eri tu, era la febbre che travolgeva l’anima.

Che una mattina mi sono svegliata felice perché ho sognato

che qualcuno mi avvolgeva con tenerezza dai piedi alla testa,

certamente non eri tu, era solo la mia solita coperta.

Che ho sentito qualcuno che pronunciava il mio nome Leonora…

certamente non eri tu, era il sole che chiamava l’aurora.

E in quest’ultimo secondo del minuto che mi hai regalato, vorrei dirti che

al giorno basta solo il sole, alla notte basta solo la luna,

al fiori solo due gocce d’acqua,

e a me basta solo il tuo sguardo per capire

se mi ami ancora.

 

Un sogno, un’utopia. Così definisce Leonora questa sua lirica.

 

Personalmente trovo la poesia di Leonora molto delicata e musicale, una poesia che riesce a raggiungere tutti perché parla della quotidianità, di sentimenti e momenti che tutti noi potremmo trovarci a vivere.

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