W le donne. Considerazioni assolutamente non serie sull’attuale condizione femminile.

W le donne. Considerazioni assolutamente non serie sull’attuale condizione femminile.

Sono giorni che sto cercando la forza per scrivere un pezzo sul ruolo delle donne negli anni 2000, ma proprio non riesco a trovare la giusta ispirazione.

Non trovo esempi calzanti per ciò che voglio dimostrare: le donne si sono evolute ed hanno trovato sempre più rispetto e considerazione nella società odierna, sotto tutti i punti di vista, dalla tutela della maternità, alla salvaguardia della salute, alle possibilità di fare carriera al pari degli uomini, con le stesse opportunità di carriera e trattamento economico, alla considerazione all’interno della famiglia e della società in generale.

Anzi, trovo solo esempi che mi portano a ritenere l’esatto contrario: stiamo tornando al Medio Evo a passi da gigante. E mi perdoni il periodo citato se lo tiro in ballo a sproposito; lo dico solo perché ormai è entrato d’uso comune nominarlo come sinonimo di periodo particolarmente buio dal punto di vista evolutivo. Confido che, tra qualche centinaio di anni, ammesso che l’essere umano ancora esista, verranno citati gli anni 2000 per lo stesso motivo.

Ma torniamo alla questione principale: l’attuale condizione femminile, riferita al nostro Paese, non a livello mondiale, per carità. Dalla culla alla tomba.

Giunone partoriente e ancelle — particolare

Una partoriente viene tenuta in ospedale per un periodo davvero ridotto all’osso, per questione di costi, che tu stia bene o no. Sono cavoli tuoi. Se hai qualcuno che ti aiuta a casa bene, altrimenti arrangiati. Non esiste la possibilità, a meno che tu non te la possa pagare, di ricevere, almeno per i primi tempi, alcun tipo di assistenza domiciliare. Devi sbrogliartela da sola.

E non azzardarti a parlare di depressione post partum, altrimenti vieni immediatamente considerata isterica, concetto tanto caro anche nel Medio Evo, appunto, e bollata a vita.

Se  il bimbo piange troverai sicuramente qualcuno, magari pure senza prole, che ti spiega come stai sbagliando tutto; se il bimbo non piange vuol dire che lo stai stimolando troppo poco. Insomma, come fai sbagli. Se lo porti fuori spesso, rischia di ammalarsi, se lo tieni più in casa, idem…

Se lo allatti artificialmente sei una madre snaturata, se lo allatti al seno, occhio bene agli orari, perché se ti azzardi a tirar fuori un seno in pubblico sei tacciata di tutti i tipi di nefandezze.

Il tutto sempre, ovviamente, per farti aumentare la voglia di maternità e farti sentire molto bene con te stessa e il tuo piccolo.

E con il lavoro come la mettiamo? Ti hanno lasciata stare a casa per il periodo della gravidanza e della maternità, senza minacce, ritorsioni, licenziamenti e compagnia bella? Sì? Allora sei decisamente una privilegiata.

E quanto torni al lavoro ti guardano male come se avessi rubato qualcosa? Temo di sì, almeno in molti posti di lavoro.

Hai trovato una tata affidabile? Hai un asilo nido dove le maestre non ti ammazzano di botte il tuo piccolo? Maestre magari ormai stagionatelle, anche un po’ suonate, che vorrebbero godersi la meritata pensione in silenzio, ma che invece sono ancora costrette ad andare a lavorare e non ce la fanno più?

Facciamo finta che vada tutto bene. Come ti rechi sul posto di lavoro? In auto o con i mezzi pubblici? Con i mezzi. Ok: sono abbastanza comodi come distanza ed orari? Trovi sempre posto a sedere? Quando eri in gravidanza trovavi libero il posto riservato alle donne in attesa o, comunque, ti veniva subito ceduto? Vedo che storci il naso.

Ti è capitato qualche volta di dover rientrare tardi. Ti sei sentita sicura per strada? Non ti sei mai girata all’improvviso impaurita, perché avevi la sensazione di essere pedinata? Cosa stai controllando nella borsetta, di avere lo spray al peperoncino? No, sei tranquilla, perché ti hanno vivamente consigliato di non circolare da sola dopo certi orari.

E a casa, dimmi? Trovi tuo marito/compagno/convivente uomo/donna/neutro che ti ha apparecchiato la tavola e preparato la cena? Sì, hai ragione, ti sto prendendo per i fondelli.

In compenso, in caso di marito/compagno/amante uomo/convivente uomo è facile che abbia una scorta di belletti vari molto più fornita della tua, quindi puoi tranquillamente prepararti un bel bagno rilassante utilizzando qualche prodotto dei suoi.

Mentre lui/lei/neutro accudisce il pupo.

Pupo che, una volta più grandicello, starà tranquillo davanti ad uno smartphone ultima generazione, di quelli che solo gli extra possono permettersi, tanto per intenderci, oppure al computer intento in qualche nuovo gioco che potrebbe portarlo a sfide impossibili, se non al suicidio.

Ma, da brava mamma moderna e responsabile, ti opponi fermamente all’idea che possa fare qualche mesetto di naja. Ma che scherziamo, povero pargolo?

E a scuola come va? Lui è intelligentissimo, ma sono tutti cretini gli insegnanti. Anzi, ora che mi ci hai fatto pensare, devo chiamare l’avvocato per sentire come risolvere la questione della nota per aver partecipato alla manifestazione con Greta, aver giustamente redarguito un poliziotto, spostato un paio di autovetture e abbellito con disegni e scritte artistiche alcuni muri della scuola.

Ma è comunque tutto sotto controllo. L’importante è seguire “Uomini e donne” e le varie isole di famosi e non, andare in palestra e farsi il selfie con la bocca a culo di gallina.

Sì, direi che la condizione delle donne negli anni 2000 è gradevole.

L’ Antipatica

Lascia un commento

Your email address will not be published.