Ilaria Cavo, Olindo e Rosa colpevoli e gli elefanti che volano.

Ilaria Cavo, Olindo e Rosa colpevoli e gli elefanti che volano.

Nei giorni scorsi, durante una puntata di Quarto Grado, Ilaria Cavo, giornalista, ora assessore alla Regione Liguria, ha contestato diversi punti dell’intervista rilasciata da Rosa Bazzi all’inviato Antonino Monteleone delle Iene, eccoli:

1) Si domanda, Ilaria Cavo «come avrebbe potuto riferire  Rosa Bazzi dettagli “inediti” in ordine ad una particolare ferita a danno della povera Valeria Cherubin?i».

2) «Quando hanno confessato hanno raccontato la stessa dinamica dei fatti e dettagli che non potevano conoscere se non presenti»

3) «la confessione di Rosa Bazzi è sovrapponibile a quella di Olindo Romano, e i due non avevano avuto modo di confrontarsi».

4) «sono andati a Como a mangiare, quando Olindo ha spiegato che erano andati al ristorante per avere lo scontrino, perché era importante quella notte»

5) «La dinamica che ha raccontato è la stessa che ha raccontato Frigerio, allora come è possibile che sia tutta una messinscena?».

Ilaria Cavo (e il dito medio, fallo a qualcun altro)

Ed ora rispondiamo alla preparatissima e saccentissima Cavo:

1) I particolari “inediti”. Esaminiamo il provvedimento di fermo, letto da entrambi:

“Viene esplicitamente detto che:

  1. a) Colpivano ripetutamente Castagna Raffaella con un coltello, attingendola al volto, alla gola, al torace e all’addome, e le infliggevano inoltre sei violenti colpi con il corpo contundente sopra descritto (dotato di spigolo acuto!) che la attingevano nelle regioni sia posteriori sia frontali del capo, così cagionando la frattura della teca cranica e conseguenti lesioni letali a carico dell’encefalo:
  2. b) Colpivano ripetutamente Galli Paola alla gola e all’ascella sinistra con un coltello, e le infliggevano inoltre cinque violenti colpi con l’arma contundente, che la attingevano nelle regioni verticale, fronto-temporale ed occipitale sinistra del capo, così cagionando la frattura della teca cranica e conseguenti lesioni letali a carico dell’encefalo;
  3. c) Afferravano il piccolo Marzouk Youssef per il braccio destro, lo costringevano contro un divano, lo immobilizzavano bloccandogli il capo con la mano sinistra e lo colpivano due volte alla gola con un coltello, con ciò squarciandogli la carotide sinistra e provocandogli uno shock emorragico letale.

Nel provvedimento si legge anche che entrambi avevano inseguito Valeria “sino all’interno nel suo appartamento in cui la donna aveva tentato di rifugiarsi” e qui le avevano inflitto “ulteriori coltellate alla schiena nonché otto violenti colpi con un corpo contundente dotato di spigolo acuto, che la attingevano nelle regioni temporale sinistra e occipitale sinistra del capo, così cagionando la frattura della teca cranica e conseguenti lesioni letali a carico dell’encefalo”.

Ma la parte migliore viene dopo:

Credo basti. Inoltre Olindo e Rosa parteciparono attivamente ai primi momenti del ritrovamento, alle chiacchiere dei giorni successivi, anche giornalistiche e parlarono molto con i carabinieri.

2)  Raccontano la stessa dinamica dei fatti. Questa affermazione della Cavo è davvero mondiale.

243 ERRORI: nelle 95 pagine di confessione, innumerevoli sono i “non ricordo”, i “non so” e i “mi pare”, pronunciati  da Olindo nel corso dell’interrogatorio.

Hanno fatto i conti gli avvocati difensori dei coniugi: le dichiarazioni confessorie nella prima fase contengono 80 “non lo so”, 41 “non mi ricordo”, 24 “mi pare di no”, 16 “di preciso non so”, 8 “forse”, per un totale di 169; nella seconda fase contengono 40 “non lo so”, 7 “non ricordo”, 8 “forse”, 17 “mi pare”; per un totale complessivo di 243 tra imprecisioni, errori e vuoti della memoria.

Ciò significa che complessivamente ogni trenta secondi (la seconda parte dell’interrogatorio del 10.01.07 dura 2h, 31’, 58’’) l’imputato ha commesso quantomeno una imprecisione (se si considerano anche i secondi in cui sono i Pubblici Ministeri a parlare, allora i trenta secondi diventano circa quindici).

A titolo di esempio, Olindo dirà:  di aver colpito subito Raffaella solo sulla porta, ma sarà accertato che c’è una pozza di sangue di Raffaella nell’antibagno, dove, dunque, è stata colpita (v. consulenza RIS e consulenza della difesa), e che c’erano tracce di sangue dentro l’armadio della camera da letto; di aver incendiato l’appartamento Castagna utilizzando un semplice accendino, invece, sono state rinvenute tracce di due acceleranti diversi utilizzati per innescare l’incendio;  di non aver inseguito la Cherubini fino a casa, invece la Cherubini è stata finita nel suo appartamento; di aver staccato il contatore della luce di casa Castagna un po’ prima che le vittime arrivassero, invece, è stato accertato che la corrente in casa Castagna è stata staccata alle 17.40, dunque molto prima dell’arrivo delle vittime; che le donne non hanno gridato, invece, lo stesso Frigerio e altri testimoni riferiscono di aver sentito urla;  di aver colpito il Frigerio con la stanghetta di ferro, mirando alla testa, e di non avergli dato pugni, ma l’esame medico legale rileva che Frigerio non sarebbe stato percosso da colpi contundenti e anche lo stesso Frigerio lo esclude;  di aver inferto 4 – 6 colpi alla sig.ra Cherubini, ma dall’esame autoptico risulta che la sig.ra Cherubini è stata colpita con 42 coltellate e 6 colpi contundenti alla testa, di cui uno le sfonda il cranio;  di non ricordare di preciso l’orario di arrivo di Raffaella;  di non ricordare la scena del bambino;  di non ricordare la provenienza della spranga utilizzata;  di non ricordare cosa avrebbe raccontato alla moglie dopo l’uccisione  di non ricordare quanti colpi ha dato a Raffaella;  di non ricordare dove ha colpito la sig.ra Galli e cosa la stessa avrebbe detto prima dell’aggressione;  di non sapere dove ha colpito la sig.ra Galli. Olindo dirà “a casaccio (!!!)”;  di non sapere il perché dei tagli tutti alla gola, invece, emerge dagli esami autoptici che le vittime sono state raggiunte da precisi colpi di arma da taglio alla gola;  di non sapere se la Galli e la Castagna erano a pancia in su o in giù;  di non sapere il punto dove aveva appiccato il fuoco in cameretta;  di non ricordare se ha visto in faccia la Cherubini e di non ricordare con che cosa l’ha colpita;  di non ricordare i vestiti delle vittime;  di non sapere come gli è venuta l’idea di dare fuoco;  di non ricordare dove ha preso il ferro.

E ancora, nella seconda parte dell’interrogatorio, Olindo affermerà:  che la luce all’interno di casa Castagna era accesa, mentre è stato accertato che la corrente in casa Castagna era stata staccata dalle 17.40;  di essersi sporcato di sangue solo le mani, ma tutti concordano che gli aggressori dovevano essere madidi di sangue;  di non aver trascinato Frigerio dentro l’appartamento Castagna, ma Frigerio dice il contrario;  di non ricordare i giorni dei tentativi dell’aggressione;  di non ricordare chi dei due abbia dato fuoco ai vestiti della Raffaella e della Galli.

Non sa nemmeno dire  se erano andati per dargli una lezione o per ucciderli, infatti Olindo racconta che lui e Rosa sono andati quel giorno sul pianerottolo e si sono messi in attesa che dall’interno dell’appartamento della strage qualcuno aprisse la porta; se la porta non si fosse aperta, sarebbero tornati a casa e avrebbero commesso la strage un’altra volta.

Anzi, racconta che già una volta prima della strage erano andati davanti alla porta di Raffaella pronti a uccidere, con la stanghetta e il coltello, ma nessuno aveva aperto la porta e quindi erano tornati a casa loro (!).

Insomma: Olindo riesce a sbagliare anche in questioni fondamentali, ma semplici per colui il quale ha effettivamente commesso il delitto.  Quella che era stata definita dal primo giudice una confessione dettagliatissima, senza alcun tipo di contraddizione, risulta essere una accozzaglia di errori, invenzioni, omissioni, non ricordo.

Ancora un esempio: durante le sue dichiarazioni, dopo tutta una serie di “non ricordo”, “mi pare”, “forse”, “può essere così o anche il contrario”, Olindo ricorderebbe bene i vestiti delle vittime. Olindo risponderà che in generale su questi dettagli non si sofferma e che, quindi, non sa dire che vestiti indossassero le vittime. Ad un certo punto, però, a Olindo si accende la luce e dice agli inquirenti che un particolare se lo ricorda bene. Dice di ricordare bene la gonna indossata dalla nonna (sig.ra Paola Galli). Olindo dirà: “era grigia”. In realtà Olindo Romano asserisce di sapere bene il colore della gonna indossata da una delle vittime ma sbaglia! Infatti, la gonna indossata dalla sig.ra Paola Galli era di ben altro colore, cioè leopardata.

Ma per la Cavo va tutto bene e dove sono imprecisi lo fanno apposta per lasciarsi il margine per possibili future ritrattazioni. Due veri geni del crimine!

3) Le confessioni sono sovrapponibili, i due non hanno avuto modo di confrontarsi, quindi sono loro i colpevoli. Così (s)ragiona la Cavo.

In realtà la confessione di Olindo Romano non coincide proprio con quella di Rosa Bazzi. Olindo e Rosa sono stati sentiti a più riprese, e sono stati fatti ascoltare loro parti di interrogatorio dell’uno all’altro, e viceversa. Per ammissione dello stesso Pubblico Ministero, Olindo e Rosa hanno preso visione, e sono state mostrate loro, le foto della scena del delitto. DI tutti ciò c’è documentazione agli atti. Potrei scriverci un articolo a parte, ma qualcosa voglio riportare.

E lungo, ma vale la pena leggerlo.

Il pm Massimo Astori

INTERROGATORIO ROSA  10 GENNAIO 2007

Si dà atto che il giorno 10 gennaio 2007 alla presenza del Pubblico Ministero Dottor Astori, del Pubblico Ministero Dottor Fadda, del Pubblico Ministero Dottor Nalesso e del Pubblico Ministero Dottor Pizzotti, si procede nuovamente all’interrogatorio dell’indagata Bazzi Rosa Angela, la quale viene assistita dall’Avvocato Troiano del foro di Como, presente.

PM ASTORI: Vedo che lei guarda il suo avvocato per attendere qualche notizia…

ROSA BAZZI: No, è l’unica persona che posso vedere.

PM ASTORI: Prego, prego.

AVV. TROIANO: Come sta?

ROSA BAZZI: Bene.

AVV. TROIANO: Tranquilla?

ROSA BAZZI: Sì, perché so che l’Olindo ha preso tutte le colpe lui.

AVV. TROIANO: No, le comunico che suo marito fino a adesso ha invece detto la verità vera, la verità vera. La verità vera secondo lui ovviamente. Lui dice che quello che ha riferito adesso ai magistrati, è ciò che è avvenuto e quindi io sono in difficoltà adesso se lei…

ROSA BAZZI: Glielo ho detto dalla parte di là.

AVV. TROIANO: Allora, suo marito sta bene a differenza di quello che lei mi accennava prima. È stato qua tranquillo fino a adesso e ha detto delle cose che sono diverse da quelle che ha riferito lei.

PM ASTORI: Va bene, che adesso gliele riferiamo.

ROSA BAZZI: Sì, sì.

AVV. TROIANO: Quindi…

ROSA BAZZI: Che è stato lui a fare tutto.*

PM ASTORI: No.

AVV. TROIANO: No, non ha detto questo signora, non ha detto questo.

PM ASTORI: Ha raccontato la verità signora, ha raccontato la verità.

AVV. TROIANO: Ha detto altre… Ha detto tutto quello che lui dice essere la verità di quello che è avvenuto quella sera lì e non soltanto quella sera lì, e quindi è stato molto preciso in tante cose. Come già io l’ho spiegato anche a suo marito, quello che lei ha detto prendendosi tutta la responsabilità, non lo scagiona perché anche lui ha fatto la stessa cosa dicendo che è stato lui e quindi scagionando lei. Quindi questa cosa ormai non funziona più signora, cioè non so se mi ha capito però…  (Per tentare di aiutarsi, si sono invece inguaiati entrambi!)

PM ASTORI: Possiamo fargli sentire un pezzettino come abbiamo fatto con lui?

AVV. TROIANO: Come abbiamo fatto per lui. Allora, suo marito…

ROSA BAZZI: Posso sentire tutto quello che ha detto mio marito?

PM ASTORI: Glielo leggiamo subito, glielo leggiamo quello che ha dichiarato suo marito, il riassunto di quello che ha dichiarato suo marito, e poi qui c’è anche registrata la sua voce alla presenza del suo avvocato e quindi non è un gioco di prestigio. (Ed ecco come ti confeziono le confessioni precise e concordanti…)

ROSA BAZZI: No, no.

Si dà atto che a questo punto all’indagata viene data lettura delle dichiarazioni rese dal marito in merito ai fatti.

PM NALESSO: «Ci ho pensato e forse è davvero meglio che io renda le mie dichiarazioni fra qualche giorno, essendo che vengo nuovamente invitato a ponderare la mia posizione, e che a tal fine mi si fa presente che durante la pausa nel mio interrogatorio, è stata sentita mia moglie alla presenza del difensore. Si dà atto che vengono fatti ascoltare all’indagato i primi due minuti di registrazione delle dichiarazioni di sua moglie», cioè, abbiamo fatto sentire a suo marito i primi due minuti di quello che aveva detto lei. «Prendo atto di quanto ascoltato. Non è vero quello che dice mia moglie. La mia verità è diversa: certo i nostri rapporti con i vicini Castagna e Marzouk erano pessimi, essi infatti ci avevano reso la vita intollerabile con i continui rumori diurni, soprattutto i notturni che ci rovinavano il sonno»?

ROSA BAZZI: È vero.

PM NALESSO: «Soprattutto a me che la mattina mi alzo presto. Debbo dire che a me diventava più intollerabile il comportamento della donna che quello del marito. Lui era effettivamente una persona inurbana, rumorosa quanto la moglie, ma lei era, se possibile, più irritante, specie da quando si era sposata con lui perché forse sentendosi più sicura aveva assunto un atteggiamento costantemente provocatorio»?

ROSA BAZZI: È vero.

PM NALESSO: Castagna Raffaella tornava spesso a casa la sera insieme a sua madre e al bambino, ma non era una regola costante. A volte poteva capitare che tornasse a piedi da sola e che nonna e figlio la raggiungessero dopo in auto, oppure che venisse accompagnata in auto da altre persone. L’orario di rientro poteva oscillare fra le diciannove e le ventuno, cioè fra le sette e le nove.  (Affermazioni che, ovviamente, non hanno suscitato nessun dubbio, nessuna perplessità) La sera dell’11 dicembre la Castagna è tornata in macchina con la madre e il figlio?

ROSA BAZZI: È vero.

PM NALESSO: Si trattava di una Lancia vecchio tipo di suo padre.

ROSA BAZZI: È vero.

PM NALESSO: «Sua madre invece aveva una Punto tipo nuovo, nera» una Panda scusi.

ROSA BAZZI: Panda.

PM NALESSO: «Io quando rientrarono, ero nella corte intento a fumare una sigaretta, le vidi arrivare e non so perché venni improvvisamente assalito da un rancore che quotidianamente io e mia moglie covavamo verso la donna. Decisi perciò di andare loro dietro per dargli una lezione. Non avevo in mente di uccidere. Entrai nel portone condominiale grazie a delle chiavi, una copia delle quali mi era stata data per errore, e avevo conservata da tempo»?

ROSA BAZZI: Data dalla Daniela.

PM NALESSO: «Entrai dopo essermi messo dei guanti che avevo trovato in una discarica in buone condizioni, e che mi erano piaciuti».

AVV. TROIANO: Ecco questa è la prima versione, ecco, forse se possiamo precisarglielo. Questa è la prima versione che ha rilasciato suo marito, ha capito?

ROSA BAZZI: È quella vera.

AVV. TROIANO: No, questa qua non è… Non è la sua versione vera, che ha rilasciato la seconda volta.

ROSA BAZZI: Perché la seconda volta è diversa?

AVV. TROIANO: La seconda volta è diversa ed è quella che non sta leggendo adesso.

PM ASTORI: Avvocato le leggiamo tutte e due, una in fila all’altra.

AVV. TROIANO: Ah, ecco. No, era per precisare.

PM NALESSO: Questa è la prima versione che ha dato suo marito.

Si dà atto che a questo punto il Pubblico Ministero, Dottor Nalesso, dà lettura integrale all’indagata delle prime dichiarazioni rese dal marito.

PM NALESSO: Suo marito chiede una pausa di riflessione e si interrompe un attimo. Dopodiché, suo marito chiede di rientrare e dice: «Sono deciso a dire tutta la verità e chiedo che possa assistere alle mie dichiarazioni…», va be’ una persona che c’era lì.  (Chi?) E inizia.

Si dà atto che a questo punto il Pubblico Ministero, Dottor Nalesso, dà lettura all’indagata delle successive e ultime dichiarazioni rese dal marito in merito ai fatti.

PM ASTORI: Vuole andare avanti lei?

ROSA BAZZI: No. Lei intanto che vado avanti, io posso dire: «Sì, è vero», perché io ho fatto tanto casino.

PM ASTORI: Sì, sì.

ROSA BAZZI: Niente, ho fatto tanto così, e invece così lui… Cioè non mi sono spiegata bene forse. Io ho fatto troppo casino io e posso dire sì o no, posso fare così?

PM NALESSO: Per il momento può dire: «Sì, è vero…»

PM PIZZOTTI: Leggiamolo tutto così ci chiariamo…

ROSA BAZZI: Ecco, voglio vedere che… Ecco mi fido di lei, io dico…

PM ASTORI: Suo marito invece non…

ROSA BAZZI: No, conoscendolo non è…

PM ASTORI: Ascolti, lei fino ad adesso ha sentito quello che ha dichiarato suo marito…

ROSA BAZZI: La prima no…

PM ASTORI: In parte.

ROSA BAZZI: La prima non è vero niente.

PM ASTORI: Vada avanti lei allora, vada avanti lei da quello che ha detto.

AVV. TROIANO: Che cosa è successo? Ha detto: «Abbiamo partecipato insieme».

ROSA BAZZI: Sì. Lo faccio io.

AVV. TROIANO: Ci può raccontare?

PM ASTORI: Ci dica che cosa ha fatto lei e che cosa ha fatto suo marito.

ROSA BAZZI: Mio marito… Allora…

AVV. TROIANO: Dall’inizio signora.

ROSA BAZZI: Dall’inizio?

AVV. TROIANO: Dai rancori eccetera, può anche partire da lì.

ROSA BAZZI: Dei rancori lo sapete…

PM ASTORI: L’ha già detto.

ROSA BAZZI: Però, mio marito era lei, però nel senso ci faceva la vita impossibile sì, però torno ancora a ripetere quello che ho detto prima io: la mia paura è lui, che sia fuori e che sia qui dentro.

PM ASTORI: Torniamo a quella sera signora.

ROSA BAZZI: Dopo, allora lui ha detto che siamo saliti, allora la mamma, il bambino sono arrivati, sono saliti, lei ha lasciato la porta tutta aperta, ha aperto il portoncino da basso, era aperto, non ha preso le chiavi mio marito. Ce le ha date la Daniela, e io le ho prese e le ho buttate via, perché la Daniela gli ha detto all’Olindo: «Quando ti serve di venire dentro di nascosto», ma l’ha detto con un

tono… Allora io le ho prese e le ho buttate vie le chiavi. Il portoncino era aperto…

PM ASTORI: Chi è questa Daniela, la Messina?

ROSA BAZZI: Messina. Quella che ha dato quel foglio a voi che non è vero niente che c’è… Ecco.

PM ASTORI: Torniamo a quella sera, siete andati…?

ROSA BAZZI: Torniamo a quella sera perché un po’ di mal di testa mi è passato e posso… Ok, torniamo a quella sera lì. Siamo saliti dalle scale, l’abbiamo aspettata fuori dalla porta, io e mio marito, mio marito come lei…, lei stava uscendo e mio marito gli ha dato una sprangata in testa.

PM ASTORI: A chi?

ROSA BAZZI: Alla Raffaella.

PM ASTORI: Alla Raffaella.

ROSA BAZZI: È caduta, la mamma era di dietro a mio marito gli ha dato una sprangata in testa.

PM ASTORI: Alla mamma?

ROSA BAZZI: Alla mamma. È caduta, si lamentava, la Raffaella mi ha preso e mi ha…, cioè mi voleva picchiare, mi ha fatto anche del male, cioè tutto mi…, non so come dirglielo…

AVV. TROIANO: Aggredita?

ROSA BAZZI: Ecco aggredita, e mio marito gliene ha data un’altra di sprangata in testa.

PM ASTORI: Ma era in piedi la Raffaella…?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: O era caduta subito?

ROSA BAZZI: No, si è appoggiata al muro, cioè era…

PM ASTORI: E da lì l’ha afferrata?

ROSA BAZZI: Sì. Mi ha preso e mi ha morsicato il dito. Mi ha morsicato il dito e mi ha…, e abbiamo lottato io e lei. Mio marito gli ha dato una sprangata, lei è andata per terra e io l’ho accoltellata, io l’ho accoltellata, io avevo il coltello in mano.

Il famoso cerotto che copriva la ferita di Rosa.

PM ASTORI: Poi?

ROSA BAZZI: Poi non ne potevo più di mal di testa perché la mamma gridava, e ho io accoltellato la mamma. Io, non mio marito. Mio marito ha solamente…, l’ha picchiata con la spranga. Io ho picchiato, ho…, sono andata sul bambino come ho già spiegato al signore di fuori.(Con chi aveva parlato Rosa di fuori? Chi è questo signore?)  Ditemi che cosa devo…?

PM ASTORI: Suo marito il bambino non l’ha toccato?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Solo lei?

ROSA BAZZI: Non l’ha neanche sfiorato, non ha… Lo sentiva gridare, ma l’ho fatto io. La mamma l’ho fatta io e gliene ho dati tantissimi, e idem anche la Raffaella.

PM ASTORI: Di coltellate?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Che coltello era?

ROSA BAZZI: Di cucina.

PM ASTORI: Dove l’aveva preso?

ROSA BAZZI: In cucina mia.

PM NALESSO: Quando le ha colpite con il coltello, le due donne erano già per terra?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Poi?

ROSA BAZZI: Niente, ho…

PM ASTORI: L’incendio?

ROSA BAZZI: L’incendio sono stata io. Sono andata in camera, ho tolto tutte le cose nei cassetti…

PM NALESSO: Che camera?

Come si presentava la stanza di Raffaella

ROSA BAZZI: Camera matrimoniale. Ho tolto tutte le cose dal cassetto e le ho messe sul letto. Mio marito ha preso dei libri, come entri dalla porta, come entri dalla porta c’erano dei libri e un accendino arancione, e… Cioè, l’ho acceso ed è partito subito, è partito. (Il tutto con indosso i guanti di tela bianca. Ecco, provate voi a maneggiare un accendino…)

AVV. TROIANO: E la cameretta?

ROSA BAZZI: Cameretta sono stata io, come glielo ho spiegato… Devo tornare ancora a spiegarglielo?

AVV. TROIANO: No.

PM ASTORI: Poi?

ROSA BAZZI: Niente.

PM ASTORI: Siete usciti, siete rimasti…?

ROSA BAZZI: Siamo usciti, la luce era spenta, abbiamo spento la luce, non abbiamo tolto il contatore, abbiamo spento la luce, abbiamo spento la luce e c’era tanto fumo, e stava scendendo la signora…

PM ASTORI: Ma non siete scesi?

ROSA BAZZI: Da basso?

PM ASTORI: Fino alla porta e poi siete tornati indietro?

ROSA BAZZI: No, no. Davvero, sto dicendo proprio la verità. Siamo usciti… Sì, è vero ha ragione, scusi è vero. Abbiamo aperto la porta, abbiamo chiuso la porta a chiave, ho preso le chiavi, le ho messe nel passeggino, Olindo stava uscendo e ha detto: «Sta arrivando la signora con il cane, prendi le chiavi», sono salita, ho aperto…, ho schiacciato il bottone e ci saranno le mie dita, ho schiacciato, ho aperto, siamo entrati, sono andata in cucina perché non si poteva respirare, sono andata in cucina e ho aperto la finestra del balcone. Stavo tornando indietro, sono scivolata, sono scivolata e l’Olindo mi fa: «Prova a guardare che non vedo se è salita», ho visto che non c’era nessuno, siamo usciti e nel momento stavano scendendo.

Il pianerottolo

PM ASTORI: Chi stava scendendo?

ROSA BAZZI: La signora Cherubini, giusto? E suo marito.

PM ASTORI: Lei era davanti o dietro suo marito?

ROSA BAZZI: È uscito Olindo, l’ha picchiato e io gli ho fatto…, cioè io l’ho, l’ho… No, è vero così, le faccio vedere. L’Olindo l’ha picchiato così, io sotto così, e ho fatto così con il coltello. E gliel’ho…

PM NALESSO: E la Cherubini?

ROSA BAZZI: La Cherubini idem, l’Olindo l’ha picchiata, è scesa a terra, prima che scendeva a terra, io qui dietro c’è una coltellata, lei…

PM ASTORI: Che cosa vuole dire qui dietro?

PM NALESSO: Dietro alla coscia? (Suggerimento. Ecco come faceva a sapere della coltellata alla coscia. Le è stato detto!)

ROSA BAZZI: Dietro alla coscia.

PM ASTORI: Della gamba, dietro?

E, comunque: destra o sinistra?

ROSA BAZZI: Sì, sì qui ecco. È caduta, cioè è andata a terra, quando era a terra gli ho messo la mano alla bocca e gli ho dato con il coltello.

PM NALESSO: Nella gola? (no, non è un suggerimento…)

ROSA BAZZI: Alla gola.

PM ASTORI: Poi altre coltellate?

ROSA BAZZI: Altre parti del corpo no, solamente la gola.

PM NALESSO: Suo marito gli ha dato una sprangata alla Cherubini?

Valeria Cherubini

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Due sprangate? Comunque l’ha colpita con una spranga?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Quanti coltelli avevate?

ROSA BAZZI: Avevo quello grosso.

PM ASTORI: Da cucina?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E suo marito?

ROSA BAZZI: Un coltellino penso…

PM ASTORI: Piccolo o grande?

ROSA BAZZI: Piccolo come…, ma non glielo ho visto in mano.

PM ASTORI: Il Frigerio, chi l’ha accoltellato?

ROSA BAZZI: Frigerio…

PM ASTORI: Ci pensi bene.

ROSA BAZZI: Frigerio, come si chiama, Olindo gli ha dato una sprangata.

PM ASTORI: Dove?

ROSA BAZZI: In testa. No… Io non…

PM ASTORI: Il signor Frigerio non ha sprangate sulla testa. Comunque ha visto che l’ha colpito?

ROSA BAZZI: L’ho visto che l’ha colpito ma non…, questo non posso dirglielo, davvero. Quello che…, ho tentato io di andare là perché lui si teneva così, e ho tentato però non lo so dove è andato il mio coltello, questo non posso dirglielo. Questo…

PM NALESSO: Anche suo marito poi ha tirato fuori il coltello e l’ha usato su Frigerio?

ROSA BAZZI: Non l’ho visto quello, questo no perché io cioè guardavo la Cherubini, cioè perché lei voleva salire.

PM NALESSO: Quando lei ha preso la Cherubini, suo marito era ancora addosso al Frigerio?

ROSA BAZZI: Sì, ma non l’ho visto che cosa…, cosa gli faceva. Questa è la verità.

PM ASTORI: C’è una cosa che non torna…(Solo una?)

ROSA BAZZI: Mi dica che lo posso…

PM ASTORI: Il Frigerio, perché che lei ha ucciso il bambino l’abbiamo capito e lo ha anche dichiarato suo marito, così come le sprangate alla signora Castagna e alla signora…

ROSA BAZZI: È vero, perché non…

PM ASTORI: Galli.

ROSA BAZZI: Non l’ho saputo… cioè non ce la facevo.

M ASTORI: Benissimo, le ha date lui esatto, e lei ha dato le coltellate?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Ma anche suo marito ha dato le coltellate però alla Galli e alla Castagna?

La cameretta di Youssef

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Le avete date tutti e due?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Per finirle, no?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Lei ha aiutato suo marito a finirle a coltellate?

ROSA BAZZI: Sì, il coltello ce lo avevo io in mano, mio marito non c’entra niente su quello.

PM ASTORI: E invece il Frigerio, suo marito dice che è stato lui a dargli la coltellata alla gola, perché lei era stata impegnata a prendere la Cherubini?

ROSA BAZZI: La Cherubini, sì è vero.

PM ASTORI: È andata così?

ROSA BAZZI: Sì. Sì, perché lui era a terra, la signora Cherubini era a terra, e io ero girata. L’Olindo era dietro di me e io ero girata contro di lei.

PM ASTORI: E quindi non ho capito alla fine chi ha dato la coltellata al Frigerio? (Ecco, appunto!)

ROSA BAZZI: Penso Olindo.

PM ASTORI: Pensa Olindo.

PM NALESSO: Ma gliela ha data anche lei o lei non gliela ha data?

ROSA BAZZI: Io quando stavano lottando, che lui aveva il braccio…, cioè stavano lottando, io ho fatto…

AVV. TROIANO: Ha tentato.

ROSA BAZZI: Ho tentato, però non ho visto perché era buio e c’era il fumo.

PM NALESSO: Quindi non sa se è riuscita a dargliela o no?

ROSA BAZZI: A dargliela o non dargliela.

PM NALESSO: Ci ha provato?

ROSA BAZZI: Ci ho provato.

PM ASTORI: Ma lei lo ha visto il signor Frigerio in faccia?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Il signor Frigerio a lei l’ha vista?

ROSA BAZZI: Non lo so.

PM ASTORI: Quando il signor Frigerio arrivava dalle scale e suo marito ha aperto la porta, lei era dietro a suo marito?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E si è vista con il Frigerio in faccia, lei?

ROSA BAZZI: No, perché c’era buio.

PM ASTORI: Va bene, andiamo avanti. Poi?

Il lavatoio ad Arcellasco.

ROSA BAZZI: Niente, siamo presi e siamo scesi. Il portone era aperto, siamo usciti e siamo andati in lavanderia. Cioè, ci siamo spogliati, abbiamo messo tutto in un sacco, giusto, abbiamo messo tutto in un sacco e abbiamo buttato via tutto. (Sbagliato!)

PM ASTORI: Dove?

ROSA BAZZI: Dove? Allora, per andare a Como c’è la rotonda quella grande…

PM ASTORI: Da Erba a Como?

ROSA BAZZI: Da Como a Erba. Che lì c’è una strada che va così, c’è anche una banca che non so come si…, Lipomo, che c’è anche una discoteca…

PM ASTORI: Sì.

ROSA BAZZI: Ecco, che…

AVV. TROIANO: Ci pensi un attimo.

PM ASTORI: Dove l’avete buttata questa roba a Lipomo?

ROSA BAZZI: Dopo c’è una stretta che va dentro…

PM ASTORI: Ma dove in terra, in un prato…?

ROSA BAZZI: No, no.

PM ASTORI: Dove?

ROSA BAZZI: In un cassonetto.

PM ASTORI: Chi lo ha scelto il cassonetto?

ROSA BAZZI: L’Olindo perché aveva detto che sapeva che lì venivano a prenderli.

PM ASTORI: Avete buttato tutto lì?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Tutto, tutto?

ROSA BAZZI: Tutto.

PM ASTORI: Non avete usato altri cassonetti?

ROSA BAZZI: No, abbiamo buttato tutto perché il sacco era grande, ha alzato la roba e abbiamo buttato dentro tutto.

PM ASTORI: È sicura signora?

ROSA BAZZI: O c’era ancora altra roba che l’Olindo ha fatto due sacchi.

PM ASTORI: Provi a pensarci bene. Quando ha fatto i due sacchi?

ROSA BAZZI: Quando ci siamo cambiati alla seconda volta.

PM ASTORI: Quindi ha diviso le cose?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E dove le ha buttate, dove le avete buttate le altre?

ROSA BAZZI: Al cimitero.

PM ASTORI: Al cimitero dove, lì di che paese?

ROSA BAZZI: Per andare a Canzo.

PM ASTORI: Per andare a Canzo, cioè a Longone al Segrino?

ROSA BAZZI: Sì, lì al cimitero a Longone.

PM ASTORI: E poi l’altra roba?

ROSA BAZZI: L’abbiamo buttata in quel posto lì.

PM ASTORI: Due posti?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Non ce n’è un terzo? (Suggerisce)

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: È sicura?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Ci pensi bene.

ROSA BAZZI: No, non ce ne è un altro perché…

PM ASTORI: Lì vicino a casa non avete buttato niente?

ROSA BAZZI: No, niente.

PM ASTORI: Lì a Erba niente?

ROSA BAZZI: Niente.

PM ASTORI: A Como?

ROSA BAZZI: A Como ha tolto le calze che erano sporche.

PM FADDA: Dove?

ROSA BAZZI: Lì dove siamo andati a piedi, per entrare nella… Come si chiama…

PM FADDA: A Lipomo, avete buttato…?

PM ASTORI: Sì, sì l’ha già detto.

PM FADDA: L’ha già detto.

PM ASTORI: Vi siete lavati da qualche parte oltre a che a casa?

ROSA BAZZI: Sì, io ho preso un… Io ho preso una salvietta, lì c’è un fiume che passa vicino al cimitero, e ci siamo lavati lì.

PM ASTORI: Ho capito. E il coltello e la spranga?

ROSA BAZZI: Tutto dentro nel sacco.

PM ASTORI: Tutto dentro nel sacco?

ROSA BAZZI: Sì.

La corte di via Diaz

PM ASTORI: Senta, il coltello e la spranga che avete usato, erano pronti nella lavanderia? (suggerisce)

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: O erano in macchina, erano in casa?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Dove erano?

ROSA BAZZI: In lavanderia.

PM ASTORI: Da quanto tempo li avevate preparati? (suggerisce)

ROSA BAZZI: Li avevo messi io perché non ce la facevo più a sopportarla, volevo farlo da sola.

PM ASTORI: Senta ma…?

PM PIZZOTTI: Quando li aveva preparati?

ROSA BAZZI: Da una settimana, perché quella era proprio la settimana che non ce la facevo più.

PM ASTORI: Ma siete andati lì la prima volta così a colpo sicuro quel giorno, o prima avete curato, provato, visto se si poteva fare?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Non siete mai entrati prima in quella casa?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: È sicura?

ROSA BAZZI: Sì, l’Olindo… No, è vero.

PM ASTORI: Ci pensi bene.

ROSA BAZZI: Volevamo farla, ma non volevamo fargli del male come siamo arrivati. Volevamo spaventarla, volevamo picchiarla, cioè volevamo risolvere qualche cosa perché cioè…

PM ASTORI: Questo lo abbiamo capito. Ma prima di quel giorno, dell’11, non siete mai entrati nella casa per vedere magari come si poteva fare? (A far ballare l’occhio?)

ROSA BAZZI: Be’, ma c’erano le scale, cioè… Lo sapevamo come era.

PM NALESSO: Perché suo marito racconta un’altra cosa. Racconta che almeno due volte siete entrati nella casa, siete saliti su al pianerottolo del Frigerio,(Ma il pianerottolo del Frigerio è un piano sopra! Questi giudici non hanno nemmeno visto la piantina della casa!)   aspettando i Castagna, e poi per vari motivi non siete riusciti a entrare.

Come si doveva vedere dentro casa di Raffaella

ROSA BAZZI: Una volta che volevamo, perché ci aveva proprio fatto arrabbiare, però lei è entrata

veloce in casa. E un’altra volta, c’era un’altra persona che non volevamo toccare…

PM ASTORI: Quindi due volte?

ROSA BAZZI: Sì.

PM FADDA: E quale era questa persona, se lo ricorda?

ROSA BAZZI: No, no, perché non l’abbiamo mica vista quella.

PM ASTORI: Senta signora, se quella sera ci fosse stato anche il padre della Raffaella, il padre, il signor Castagna, sareste andati lo stesso?

ROSA BAZZI: Non lo so.

PM ASTORI: Cioè, anche con lui era un problema aperto?

ROSA BAZZI: Cioè, l’Olindo ce l’aveva su perché gli aveva…, l’aveva proprio offeso.

PM ASTORI: Davvero, quando?

ROSA BAZZI: Quando sono arrivati i vigili quella mattina lì che era…, alle sei di mattina ci aveva sbattuto giù dal letto.

PM ASTORI: Senta signora, è vero che li avete seguiti una volta fino a…?

ROSA BAZZI: A Canzo?

PM ASTORI: A Canzo.

ROSA BAZZI: No. Siamo andati, allora quello è stata lei a farci… Siamo andati a Canzo e lei ci aveva visto perché c’era il passaggio a livello giù e lei era passata con il treno, e gli fa, perché non lo sapevamo che lei andava a Canzo, io pensavo che lavorava giù ancora a Milano. Siamo andati e ho detto: «Guarda che sta andando a Canzo», e l’Olindo fa: «Vado a prendermi le sigarette», siamo andati belli tranquilli e l’abbiamo vista in stazione e lei ci ha visto. No.

PM NALESSO: È sicura signora?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Signora…

PM NALESSO: Suo marito ce l’ha raccontata in un altro modo: che era un periodo che non ne potevate più…

ROSA BAZZI: Sì, è vero.

PM NALESSO: Che l’avete seguita per intimorirla perché… (E sappiamo che, anche se fosse, costituisce reato…)

PM ASTORI: E che vi siete fatti vedere per…

ROSA BAZZI: È vero, anche il contatore gli abbiamo tirato giù, abbiamo fatto di tutto.

PM NALESSO: Ma quindi è vero che l’avete seguita proprio per spaventarla?

ROSA BAZZI: Per spaventarla, quella non la spaventavi tanto.

PM NALESSO: Per provare a spaventarla.

ROSA BAZZI: Per spaventarla, sì.

PM ASTORI: Come avete fatto per provare a spaventarla?

ROSA BAZZI: Niente, siamo… Abbiamo preso la macchina e ci siamo fatti vedere come le ho detto, no, l’Olindo è sceso ed è andato a prendere le sigarette e lei ha chiamato i vigili.

PM ASTORI: Quindi si era spaventata. (Ma che paura potevano farle, se lei era  tranquillamente in treno?)

ROSA BAZZI: Siamo…

PM PIZZOTTI: Ma vi fermavate a ogni stazione, come si fermava il treno?

ROSA BAZZI: No…

PM ASTORI: Sono tre stazioni da Erba a Canzo, giusto?

ROSA BAZZI: No, no perché noi abbiamo preso e siamo andati a Erba, siamo andati alla stazione di Canzo, no, prima di Canzo c’è un’altra stazione…

PM NALESSO: Erba, Caslino al Piano, Canzo, Asso.

ROSA BAZZI: Ecco, lei ci ha… Il passaggio a livello era giù e lei ci ha visto, siamo presi e siamo andati a Canzo. Abbiamo, ha parcheggiato, è andato a prendere le sigarette e lei ci ha visto e ha chiamato i vigili, e noi siamo presi, siamo andati e siamo tornati ancora indietro per farci vedere.

PM ASTORI: Ah, ecco. Quindi quello era il modo di spaventarla, cioè farvi vedere che la seguivate?

ROSA BAZZI: Sì. (Davvero da film dell’orrore! Una paura….)

PM ASTORI: È così, sì o no?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Va bene senta, torniamo un attimo a quella sera.

ROSA BAZZI: Ok.

PM ASTORI: Lei aveva preparato i vestiti per andare a fare questa cosa, aveva preparato qualche cosa di particolare?

ROSA BAZZI: No, quello che c’era in lavanderia.

PM ASTORI: E come pensava di non essere riconosciuta? La Raffaella, l’avrebbe riconosciuta senz’altro, no?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Però?

ROSA BAZZI: Non so come spiegarglielo. Il problema è che non ne potevamo più, io che avevo i miei mal di testa, ho detto: «Rischio».

PM ASTORI: Cioè, rischio in che senso? Faccio che cosa?

ROSA BAZZI: Ho detto: «Lo faccio».

PM ASTORI: Che cosa?

ROSA BAZZI: Gli faccio del male.

PM ASTORI: Sì, cioè che cosa era questo male?

ROSA BAZZI: Quello che ho fatto.

PM ASTORI: Cioè ucciderli?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Sì. In che momento avete deciso di rischiare e ucciderli?

ROSA BAZZI: Cosa vorrebbe dire?

PM ASTORI: In quei giorni l’avete deciso?

ROSA BAZZI: Sì.

PM PIZZOTTI: Quando?

ROSA BAZZI: Quella settimana lì, cioè stavamo…, cioè…

PM PIZZOTTI: Circa una settimana?

ROSA BAZZI: Sì, perché è stata… Quello che è traboccato tutto, è stato la domenica che ci ha buttato giù dal letto alle 6.

PM ASTORI: Senta, ricorda che dovevate andare a un processo quei due giorni dopo?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Volevate farlo prima del processo?

ROSA BAZZI: O prima o dopo, cioè…

PM FADDA: Vi aveva seccato questa cosa del processo?

ROSA BAZZI: No, non…

PM FADDA: Quando vi è arrivata la citazione, vi eravate un po’ …?

ROSA BAZZI: Sì, non era tanto seccata, era solamente che quando è arrivato il foglio, il modo che lei è venuta giù a prenderci per il culo.

PM FADDA: L’ha fatto questo?

ROSA BAZZI:- Sì.

PM FADDA: E cosa vi ha detto?

ROSA BAZZI: «Hai visto che te l’ho fatta ancora? E questa volta ti tiro fuori i soldi», (E, visto cosa diceva il fratello, è probabile che davvero le abbia detto così) e le ho detto: «Quello che ho, io se vuoi te li do dei…, cioè quel poco che abbiamo», e lei ha detto, fa: «Io dei tuoi soldi, li prendo e dopo li butto via per farti del male, cioè per farti di più un dispetto».

PM ASTORI: E lei che cosa gli ha risposto?

ROSA BAZZI: Niente, gli ho detto: «Guarda ti compatisco perché ti manca due giorni dalla settimana». (E infatti poi se ne sono anche andati in ferie, come raccontato da Olindo, tanto erano preoccupati…)

PM ASTORI: Così?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Intendendo dire cosa?

ROSA BAZZI: Cioè, mi mancava qualche rotella fuori posto.

PM ASTORI: Senta, ma quando lei ne ha parlato con suo marito, quando c’era questa esasperazione, quando avete detto: «Basta, questa volta andiamo su e li ammazziamo”?

ROSA BAZZI: Alle 6 di mattina domenica.

PM ASTORI: Alle 6 di mattina di domenica. E lì, avete deciso di ucciderli o di tentare di ucciderli?

ROSA BAZZI: No, cioè non… Quella parola qui non l’abbiamo mai detta.

PM ASTORI: Non ve la siete detta chiaramente?

ROSA BAZZI: Mai, non l’abbiamo mai detto, e non ci credo che l’Olindo l’abbia detto. Volevamo cioè proprio spaventarla, picchiarla, picchiarla sì.

PM ASTORI: E i coltelli?

ROSA BAZZI: Per farmi vedere, cioè, che ero più forte di lei, cioè che…

PM ASTORI: Be’, però l’ha usato il coltello?

ROSA BAZZI: Sì, perché…

PM ASTORI: Il coltello nella gola, non è picchiarla?

ROSA BAZZI: Non so come spiegarglielo perché non sono capace di difendermi…

PM ASTORI: Quella non era l’intenzione, è venuto dopo.

ROSA BAZZI: È venuto dopo perché lei, non so come spiegargliela, il modo che lei…

PM ASTORI: Che lei?

PM FADDA: Dica signora, stia tranquilla. Il modo che lei faceva con noi.

PM ASTORI: Voleva eliminarla?

ROSA BAZZI: Cioè lei…, io… Lei l’ha capito che io ero debole.

PM ASTORI: E quindi le faceva perdere la testa apposta?

ROSA BAZZI: Avevo i miei mal di testa, e lei, lei faceva apposta.

PM ASTORI: E il bambino?

ROSA BAZZI: Lui urlava.

PM PIZZOTTI: Non è che c’era un po’ di invidia perché lei aveva un figlio e lei no? (Non ci sono parole!)

ROSA BAZZI: No.

PM PIZZOTTI: Quello no?

ROSA BAZZI: No, no, quello no.

PM PIZZOTTI: Non c’entra niente il bambino.

ROSA BAZZI: Anzi, ero contenta per lei perché quando ho saputo che era incinta ho detto: «Speriamo che si calma».

PM ASTORI: Senta, in quale momento avete deciso di portare i coltelli, di dargli questa lezione e di usare i coltelli?

ROSA BAZZI: A portare il coltello sono stata io perché, cioè per difendermi.

PM ASTORI: Da che cosa?

ROSA BAZZI: Lei era più forte di me, e ogni volta che mi metteva le mani addosso, lei…

PM ASTORI: Quindi è andata dalla Castagna pensando di dover usare il coltello?

ROSA BAZZI: Per farmi vedere con il coltello.

PM ASTORI: Be’, ma era pronta a usarlo il coltello?

ROSA BAZZI: Sì, se ero costretta sì.

PM ASTORI: E il bambino, che cosa c’entra con questo?

ROSA BAZZI: Cioè gridava, non so come spiegarglielo, lui gridava, cioè…

PM ASTORI: Ma lì in quel momento?

ROSA BAZZI: Sì.

Coltello mai esaminato

PM ASTORI: Ma guardi che non lo hanno sentito gridare, nessuno ha sentito gridare il bambino. I vicini di casa sotto, hanno sentito le urla e tutto, ma il bambino non l’hanno sentito. (Ecco, appunto…)

ROSA BAZZI: No, gridava.

PM ASTORI: Non l’ha sentito nessuno.

ROSA BAZZI: Piangeva. Gridava.

PM ASTORI: E quindi?

ROSA BAZZI: E quindi glielo ho detto che cosa gli ho fatto.

PM ASTORI: Ma senta, come poteva pensare di non essere riconosciuta, se voleva solo picchiarla la Raffaella? Siete vicini di casa? (Ma che discorso cretino! E’ ovvio che non le interessava di essere riconosciuta, anzi, voleva proprio farle vedere che lei non aveva paura!)

ROSA BAZZI: Sì.

PMASTORI: Oltretutto dei vicini di casa particolari, con cui litigate, con cui litigava la Raffaella?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Abitate lì a…, abitavate a pochi metri di distanza, era chiaro che la Raffaella appena l’avrebbe vista, lei e suo marito, anche al buio, alla luce avrebbe capito che eravate voi, perché vi conoscevate bene.

Appunto. Erano due che Raffaella sbeffeggiava di continuo. Non li temeva proprio e le avrebbero potuto mettere paura? Ma per piacere…Erano poi in due, Raffaella ben robusta e Paola comunque arzilla, contro Olindo con una spalla dolorante, impacciato e pure un po’ con la vista scarsa, che diventa rosso per nulla e si caga in braga alla vista del sangue e Rosa, piccolina, asmatica e non molto atletica…Davvero era così impossibile difendersi?

ROSA BAZZI: Sì, però l’Olindo gli ha dato subito il colpo in testa.

PM ASTORI: Sì, ma c’era anche la mamma.

PM FADDA: Sì, ma quindi finiva Raffaella? Questo è il ragionamento che le sta dicendo il mio collega. Cioè, l’idea era che si usciva da lì e Raffaella non avrebbe denunciato niente perché non c’era più Raffaella?

ROSA BAZZI: No, no. Non volevamo proprio arrivare a questo…, cioè a questo punto. Volevamo dargli… Cioè…

PM ASTORI: Senta signora, lei ha appena detto che la Raffaella…

AVV. TROIANO: Signora non vi interessava se vi avesse riconosciuto?

ROSA BAZZI: No, non mi interessava.

PM ASTORI: Lei mi ha appena detto che la Raffaella l’ha presa in giro per la citazione, dicendo: «Hai visto che te l’ho fatta ancora», per una sciocchezza?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Tra l’altro, lei dice: «Per qualcosa per cui noi avevamo ragione»?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E come poteva pensare che la Raffaella, dopo essere stata picchiata, dopo avere preso una lezione, come poteva pensare che non sarebbe andata dai carabinieri a denunciarla?

ROSA BAZZI: Non…

PM ASTORI: Ha capito la domanda?

ROSA BAZZI: Sì, l’ho capita ma…

PM ASTORI: Lei prima mi ha detto: «Abbiamo deciso di rischiare», si ricorda, 5 minuti fa?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Che cosa vuole dire?

ROSA BAZZI: Uhm…

AVV. TROIANO: Non vi interessava…

ROSA BAZZI: Non mi interessava quello che mi stava succedendo in quel momento lì, perché eravamo troppo…

AVV. TROIANO: Non in quel momento, prima?

ROSA BAZZI: Anche prima, anche. Cioè eravamo troppo stanchi.

PM ASTORI: Sì, ma questo l’abbiamo capito signora. Le motivazioni le abbiamo capite, abbiamo capito che voi eravate stanchi, eravate esasperati, lei aveva il mal di testa, suo marito non dormiva più e non sono riusciti a fare nulla né con i carabinieri, né con i vigili e né con gli avvocati, né con le cause e i processi, è così?

ROSA BAZZI: Non fa…

PM ASTORI: Ecco, ma allora una lezione, cioè delle botte, che cosa avrebbero cambiato in quella situazione lì?

ROSA BAZZI: Io pensavo che facendo così…, lei lo faceva con me a spaventarmi, e io ho detto: «Facciamolo anche noi a lei».

PM ASTORI: Ma il giorno dopo lei sarebbe andata subito a denunciarli: «Mi hanno dato una lezione, mi hanno dato una sprangata sulla testa». (Appunto! No, ma loro erano certi di uccidere tutti e farla franca)

ROSA BAZZI: Questo non lo sapevo… Non mi interessava quella cosa qui.

PM ASTORI: Lei aveva dei guanti o è andata con le mani…, a mani nude?

ROSA BAZZI: No, avevo dei guanti.

PM ASTORI: E come mai si è messa i guanti?

ROSA BAZZI: Quello così, erano neanche di plastica.

PM ASTORI: E suo marito aveva i guanti?

ROSA BAZZI: Penso di sì. Me lo può leggere per piacere?

PM FADDA: Aspetti.

PM ASTORI: Signora, lei ha già detto un sacco di cose diverse da quelle che aveva detto prima, e che corrispondono alle cose che noi sappiamo già. Lei finisca prima di sapere che cosa ha detto suo marito?

ROSA BAZZI: Torno ancora a quello che ho detto prima: se voi mi dite le domande…

PM ASTORI: Allora la domanda è semplicissima…

AVV. TROIANO: Sì, fate la domanda perché non…

PM ASTORI: La domanda è semplicissima: in quale momento avete deciso di portare i coltelli, dei guanti, la spranga e di rischiare di essere riconosciuti oppure di ucciderla, la Raffaella? In che momento è scattata questa decisione se c’è stata?

ROSA BAZZI: È stata quella domenica che ci ha svegliato presto.

PM ASTORI: Dunque, 1’11 era un lunedì, e quindi la domenica prima?

PM FADDA: Il 10, il 10 il giorno prima?

ROSA BAZZI: No, era passata una settimana.

PM FADDA: Quindi la domenica 3?

ROSA BAZZI: Sì.

PMASTORI: E che cosa vi siete detti lei e suo marito: «Adesso cosa facciamo? »?

ROSA BAZZI: «Basta, facciamo qualche cosa».

PM ASTORI: E poi?

ROSA BAZZI: Quello che niente ho detto, che siamo andati su e abbiamo fatto tutto quello.

AVV. TROIANO: Comunque lei che era una lezione…

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Signora, quando avete preparato in lavanderia, quando avete messo il coltello…, il coltello da cucina lei l’ha spostato in lavanderia? (E cosa cambiava?)

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Quella domenica lì?

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Quella domenica?

ROSA BAZZI: Sì.

PM PIZZOTTI: Il 3 dicembre?

PM FADDA: Be’ sì, se…

PM ASTORI: La domenica prima.

PM NALESSO:I guanti li ha preparati in lavanderia quella domenica?

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Suo marito i guanti dove li aveva?

Che tipo di guanti indossavano?

AVV. TROIANO:È sicura signora di quello che sta dicendo? Ci pensi.

ROSA BAZZI: L’Olindo penso che erano lì insieme ai miei.

PM NALESSO: Anche lui li ha messi lì quella domenica?

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: La spranga dove era?

ROSA BAZZI: In lavanderia.

PM NALESSO: Anche quella l’avete messa lì quella domenica?

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Tutto la domenica l’avete messo?

ROSA BAZZI: Guardi non…

AVV. TROIANO: Deve dire quello che…

ROSA BAZZI: È una cosa che…

AVV. TROIANO: Le chiedo soltanto di prestarsi.

ROSA BAZZI: È nebbia totale per me. Cioè se forse mi può dire, posso dire: «Sì, quello, sì non quello».

PM NALESSO: È semplice signora. Lei dice: «Abbiamo preso tutto in lavanderia”…

ROSA BAZZI: Sì, quello sì è vero.

PM NALESSO: I guanti, i suoi guanti erano in lavanderia?

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: La spranga era in lavanderia?

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Il coltello da cucina era in lavanderia? (Non ci sono parole per commentare)

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Il coltellino di suo marito dove era?

ROSA BAZZI: Non lo so.

PM NALESSO: Avete messo tutto lì lo stesso giorno? Cioè la domenica avete deciso di mettere lì tutti quegli oggetti?

ROSA BAZZI: Non penso. I guanti erano sempre stati lì, perché sono i guanti che io uso per pulire le scarpe (Tracce di lucido da scarpe?)  e quelle cose così. I guanti, cioè sono sempre stati in lavanderia.

PM NALESSO: Il coltello da cucina?

ROSA BAZZI: Il coltello sono stata io perché ho detto…

PM NALESSO: Se serve…

ROSA BAZZI: Se serve, sì.

PM NALESSO: E la spranga è stato suo marito?

ROSA BAZZI: Sì.

PM NALESSO: Ma quando avete messo il coltello e la spranga, mentre li mettevate lì, che cosa vi siete detti? «Andiamo e facciamo»?

ROSA BAZZI: «Andiamo e facciamo» ma per fargli non quello che volevamo fare, per dargli un… per spaventarla, perché…

PM NALESSO: Ma lei perché si doveva mettere i guanti per spaventarla?

ROSA BAZZI: Ma non…

PM NALESSO: I guanti di solito si mettono per non lasciare traccia. (Ah, questa non la sapevo! Oppure: per non lasciare traccia, si mettono i guanti…?)

PM FADDA: Signora, vi siete mai detti: «Li uccidiamo»?

ROSA BAZZI: No, quello no. Olindo non l’ha mai detto.

PM FADDA: E lei?

ROSA BAZZI: No, io volevo fargliela pagare, cioè volevo fargli vedere che ero forte di più di lei.

PM FADDA: E l’idea: «Gli bruciamo la casa»?

ROSA BAZZI: Sarò stata io su quello. Ho detto: «Perdiamo la nostra, perde anche la sua».

PM FADDA: Questo prima?

ROSA BAZZI: Sì.

PM FADDA: Con lei dentro?

ROSA BAZZI: No, non volevo proprio arrivare così. Per fargli vedere, cioè per bruciargli il copriletto, dopo…

PM ASTORI: Signora, lei aveva appena sgozzato il bambino, voleva fargli vedere che cosa, bruciare il copriletto? Gli aveva ammazzato il figlio, gli aveva ammazzato la mamma e aveva colpito lei, che cosa è che doveva fargli vedere con il copriletto, eh? Guardi qui, non guardi il suo avvocato. Quando avete deciso di farli fuori, quel giorno lì o qualche giorno prima?

ROSA BAZZI: Eh…

AVV. TROIANO: Signora, io prima le ho chiesto…

PM ASTORI: Scusi avvocato abbia pazienza, adesso lasci fare un attimo le domande, alla fine eventualmente. Fino ad adesso le abbiamo lasciato… c’è sempre stata la cortesia fino ad adesso, mi faccia finire le domande anche sennò la signora è lì che guarda lei e vede se lei acconsente alle risposte o no. In quale momento avete deciso di usare i coltelli?

ROSA BAZZI: Una settimana.

PM ASTORI: Una settimana prima?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Il bambino, perché ha ucciso il bambino?

ROSA BAZZI: Perché urlava.

PM ASTORI: Perché urlava, quando urlava?

Non è vero che urlava quella sera 11. Nessuno l’ha sentito urlare. Hanno sentito urlare la donna, dei lamenti della donna e il bambino non urlava.

ROSA BAZZI: No, il bambino piangeva.

PM ASTORI: Per poco, però.

ROSA BAZZI: No, no.

PM ASTORI: Subito l’ha preso?

ROSA BAZZI: No, no non l’ho preso subito.

PM PIZZOTTI: Quanti colpi gli ha dato, allora?

ROSA BAZZI: Uno.

PM PIZZOTTI: Allora l’ha preso subito?

ROSA BAZZI: Perché piangeva e mi dava fastidio, mi aumentava il mal di testa quando sentivo… e allora l’ho preso.

PM ASTORI: Senta, eravate d’accordo che suo marito stordiva subito la Raffaella con la spranga?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E poi le che cosa doveva fare?

ROSA BAZZI: Cioè, dopo abbiamo litigato.

PM ASTORI: Chi?

ROSA BAZZI: Io e la Raffaella. Cioè, abbiamo…

PM ASTORI: Si è difesa, ha tentato di difendersi?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Ma come faceva lei a essere sulla Raffaella se suo marito gli ha dato la sprangata e lei era dietro? Dove è andato suo marito?

ROSA BAZZI: No, Olindo è andato dalla mamma.

PM ASTORI: Ah. E ha lasciato lì la Raffaella in piedi che si difendeva? Ci doveva pensare lei a quel punto?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Con cosa?

ROSA BAZZI: Con il coltello. E…

PM ASTORI: Con il coltello. E lei ha mirato subito alla gola?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: No, e dove ha mirato?

ROSA BAZZI: Cioè, prima l’ho…, abbiamo lottato e l’Olindo gli ha dato un altro colpo in testa, e dopo è andata per terra e dopo quando era per terra, cioè lei ha lottato e io gli ho dato il colpo alla gola.

PM ASTORI: A quel punto, lei è passata alla mamma?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Sempre con il coltello?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Per andare ad accoltellarla?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: A quel punto la signora la voleva accoltellare, quindi, sempre alla gola?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Sì. Come ha fatto: si è chinata… come ha fatto, gli ha dato le coltellate di fronte, come ha fatto?

ROSA BAZZI: No, era girata così…

PM ASTORI: In terra?

ROSA BAZZI: In terra, di fianco era, era di fianco e io ho fatto così.

PM ASTORI: Gli ha infilato il coltello nella gola?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E suo marito dove era?

ROSA BAZZI: Niente, stava prendendo i libri e li ha buttati sul letto.

PM ASTORI: Quindi lei le ha finite tutte e due, prima la Raffaella e poi la mamma?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: A quel punto è andata dal bambino?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Ma eravate già d’accordo prima di fare così, di usare la spranga e il coltello?

ROSA BAZZI: Sì, cioè perché voleva farlo lui e io gli ho detto: «No, no» cioè di dargli un colpo «e poi ce ne andiamo senza fargli»…

PM ASTORI: Ma il coltello l’aveva in mano lei?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E cosa doveva usarlo per cosa?

ROSA BAZZI: Per farmi vedere.

PM ASTORI: Ma su signora, su, non dica più stupidate: «Per farmi vedere ». Cosa doveva farsi vedere con suo marito che gli spaccava la testa a sprangate, che cosa è che doveva far vedere? Mi dica come avete deciso di dividervi questi compiti, chi usava la spranga e chi usava il coltello, di chi è stata l’idea?

ROSA BAZZI: Mia.

PM ASTORI: Di fare cosa?

ROSA BAZZI: Di fare quello che abbiamo fatto.

PM ASTORI: Di usare il coltello e suo marito la spranga?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Chi lo ha deciso?

ROSA BAZZI: Io.

PM ASTORI: Non è vero.

ROSA BAZZI: Non è stato Olindo.

PM ASTORI: Non è stato Olindo, l’avete deciso insieme?

ROSA BAZZI: Più io che lui.

PM ASTORI: Più lei, però tutti e due?

ROSA BAZZI: Sì, però più io che lui.

PM ASTORI: Ma la lezione volevate darla alla Castagna, alla mamma o a tutte e due?

ROSA BAZZI: Più alla Raffaella che la mamma.

PM ASTORI: Più alla Raffaella, ma sapevate che c’era il bambino, tutte le sere venivano a casa con il bambino, o no?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E che cosa avreste…?

ROSA BAZZI: Ma non volevo toccarlo.

PM ASTORI: E secondo voi come doveva andare la cosa: il bambino stava lì a guardarvi, a vedere e riconoscervi in faccia?

ROSA BAZZI: Se non urlava… Sì, cioè prendevo, chiudevo la porta e uscivo.

PM ASTORI: Ma vi vedeva in faccia il bambino, però? (Ma il tutto non era dovuto al fatto che il piccolino gridava?)

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E poi?

ROSA BAZZI: Basta.

PM ASTORI: Sareste stati scoperti, arrestati due ore dopo.

ROSA BAZZI: In quel momento lì non abbiamo pensato a quello. Se lui non urlava, non mi dava fastidio così tanto…

PMASTORI: E le donne, perché dargli le coltellate alla gola, se erano già giù? E la Cherubini? Se voi volevate dare una lezione alla Castagna e alla mamma, e solo picchiarle, perché ammazzare la Cherubini e perché colpire il Frigerio? Tanto vi avrebbero già riconosciuto dentro, la Castagna l’avrebbe vista in faccia, avrebbe visto suo marito, l’avrebbe raccontato e anche la signora Galli l’avrebbe raccontato, vi avrebbe visto. Se anche vi vedevano i Frigerio a quel punto, erano un problema i Frigerio? Vi avevano già visto dentro. O no, signora? Ci pensi. Non è così? (Quindi?)

ROSA BAZZI: È vero.

PM ASTORI: E quindi? Non volevate lasciare più traccia di questa gente, volevate farla proprio finita, bruciargli la casa ed eliminarli. Non c’era un’altra soluzione, sì è così?

ROSA BAZZI: Sì, è così.

PM ASTORI: È così. Ma avete considerato che rischiavate la prigione e l’ergastolo?

ROSA BAZZI: Sì, anche la nostra sì.

PM ASTORI: E cosa vi siete detti?

ROSA BAZZI: No, noi non abbiamo pensato a questo, abbiamo pensato che perdevamo tutto quello che abbiamo costruito.

PM ASTORI: E avete deciso di farlo lo stesso?

ROSA BAZZI: Non ne potevamo più. Lei non ha provato cosa abbiamo passato.

PM ASTORI: Ma io ho capito, ho capito che voi eravate…

ROSA BAZZI: Noi siamo andati dai carabinieri…

PMASTORI: Ho capito che eravate stravolti da questa… l’ho capito, l’abbiamo capito che per voi quella era diventata una vita impossibile.

ROSA BAZZI: Ma di più. L’Olindo per lei, ma io avevo paura di lui.

PM ASTORI: E se lei aveva paura più di lui, perché non avete dato una lezione a lui? Lo sapevate che in quei giorni non c’era in casa?

ROSA BAZZI: No. (Ma come? Non era l’Olindo quello che sapeva tutto di tutti, perché osservava mentre stava fuori a fumare? Come facevano a non sapere che Azouz era via?)

PM ASTORI: E se ci fosse stato lui insieme?

ROSA BAZZI: Era quello il nostro scopo.

PM ASTORI: Cioè volevate uccidere anche lui?

ROSA BAZZI: Cioè no, dargli una bella lezione a lui.

PM ASTORI: Cioè voi due, lei e suo marito, andavate su e affrontavate: il marito, la moglie e la signora?

ROSA BAZZI: No, no.

PM ASTORI: E allora?

ROSA BAZZI: Cioè, volevamo dargli una lezione a lui.

PM ASTORI: Senta, in quei giorni lì, prima dell’11, li avevate visti arrivare la Castagna e la… la Raffaella e sua mamma?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: A che ora arrivavano più o meno?

ROSA BAZZI: Arrivavano… la Raffaella tante volte arrivava da sola con un uomo, che stavano su in casa un po’ e arrivava alle sei, alle sette scusi, scusi. Alle sette, e arrivava quell’uomo lì, stava su in casa, e dopo andava via quando la mamma arrivava. (E tutti zitti! E’ un particolare importantissimo e nessuno dice nulla!) La mamma entrava dal cancellone e lui usciva dal sottopassaggio quello che c’era dalla parte di là.

PM ASTORI: Quindi comunque sapevate che la Raffaella non era sola a quell’ora lì, arrivava con qualcuno e arrivava sempre la mamma? (L’arguta osservazione del Pm, quello messo sul caso perché bravo…)

ROSA BAZZI: Sempre a quell’ora lì, sì. Tante volte noi abbiamo pensato che la maggior parte la mamma arrivava, lasciava il bambino giù da basso, lei scendeva e non saliva… pochissimo di sopra.

PM ASTORI: Ho capito, e quindi avete pensato di andare lo stesso?

ROSA BAZZI: Di fargli a lei del male, non pensavo di farglielo alla mamma. Cioè noi abbiamo pensato di farglielo a lei.

PM ASTORI: Ma le ha viste passare queste donne insieme e gli siete andati dietro, no?

ROSA BAZZI: Sì, quella sera…

PM ASTORI: E c’erano tutte e due, e c’era anche il bambino?

ROSA BAZZI: Sì, c’era lì anche il bambino.

PM ASTORI: E avete visto?

ROSA BAZZI: Però io sto dicendo, forse non mi sono spiegata, le stavo dicendo prima cioè che la vedevamo… (Forse Rosa voleva dire che la vedevano con un uomo, che se ne sgusciava via dal sottopassaggio, cercando di non farsi vedere, sul quale sarebbe stato bene indagare…)

PM ASTORI: Ho capito. (Astori ormai ha in mano i perfetti assassini, che volete  che gli importi di un possibile altro indiziato? Ormai hanno risolto il caso!)  Quando però avete deciso di dargli questa lezione, anche se c’era la Galli, la signora, la mamma della Raffaella, dovevate dargliela lo stesso, cioè l’ha visto bene che sono passati in tre: la mamma, la figlia e il bambino?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E gli siete andati dietro lo stesso?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: E vi siete messi i guanti?

ROSA BAZZI: Sì, i guanti.

PM ASTORI: Con la spranga e il coltello?

ROSA BAZZI: Sì, il coltello.

PM ASTORI: Senta, una spranga e un coltello e i guanti, dietro a due persone che cosa ci va a fare?

ROSA BAZZI: Cosa dovrei fare? Volevamo non arrivare a questo livello, volevamo spaventarli… Lei non ci crede perché la sto guardando e non…

PM ASTORI: No, non ci credo.

ROSA BAZZI: Non ci crede.

PM ASTORI: No, non ci credo.

ROSA BAZZI: Io…

PM ASTORI: Perché sareste andati in galera il giorno dopo, perché vi avrebbe riconosciuto, vi avrebbe visto in faccia.

ROSA BAZZI: Non abbiamo pensato, non abbiamo pensato a quello. Posso fare una cosa, posso andare avanti a sentire quello che ha detto Olindo?

PM ASTORI: Olindo ha detto la sua verità, ha detto quello che è successo. Lei racconti quello che è successo.

ROSA BAZZI: Le posso dire: «Sì, è vero o no, non è vero».

PM ASTORI: Ma di cosa ha paura, di contraddire suo marito?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: E allora?

ROSA BAZZI: Cioè, volevo…

AVV. TROIANO: È inutile signora, è inutile. Non ha aggiunto altro suo marito rispetto a quello che sta dicendo lei.

ROSA BAZZI: Davvero?

PM ASTORI: Deve cambiare che hanno deciso prima di ammazzarli, questo deve cambiare. (Questa affermazione ha davvero dell’incredibile!)

PM FADDA: No, rispetto alle dichiarazioni del…

PM ASTORI: Perché tutto quello che abbiamo fino ad adesso, tutto, compreso quello che ha detto suo marito, ci porta a ritenere assolutamente certo il fatto che voi lo avete stabilito prima che cosa dovevate fare.

E qui vi inguaio con la premeditazione….

ROSA BAZZI: Sì, è vero.

PM ASTORI: Anche di ammazzarli. Sto parlando di ammazzarli e non di dargli una botta sulla testa e quattro schiaffi o un insulto, di ammazzarli. Vero?

ROSA BAZZI: No, per ammazzarli no, davvero.

PM ASTORI: Va be’, questa qui è la sua versione, tanto non cambio idea, è smentita da tutto.

PM NALESSO: Il contatore l’aveva staccato lei, signora?

ROSA BAZZI: No. Il contatore… no, c’era corrente.

PM NALESSO: C’era luce in casa?

ROSA BAZZI: Sì.

PM FADDA: Sì, ma quella sera voi l’avevate staccato?

ROSA BAZZI: No.

PM FADDA: È sicura?

ROSA BAZZI: Sì, quello lì perché io ho chiuso la [incomprensibile] della camera, ma c’era luce perché abbiamo… la Raffaella quando è entrata ha acceso la luce in corridoio e c’era accesa la luce anche in sala.

PM FADDA: Senta, lei questo pomeriggio, però, ha detto che il contatore l’aveva staccato?

 

ROSA BAZZI: Non è vero.

PM PIZZOTTI: No, l’ha detto signora e poi…

ROSA BAZZI: Sì, è vero l’ho detto.

PM PIZZOTTI: Ma allora quale delle due è vera?

ROSA BAZZI: Questa, sto dicendo…

PM PIZZOTTI: Quindi oggi pomeriggio ha detto una cosa non vera.

PM ASTORI: Chi l’ha staccato allora?

ROSA BAZZI: Il contatore anche a me capita tante volte che scatta in casa… (tanto per fare i pignoli com’è nostra abitudine, vogliamo solo sottolineare che era da poco che erano entrati in funzione i nuovi contatori e che davano moltissimi problemi?)

PM ASTORI: Signora non è scattato, l’hanno staccato, l’hanno staccato.

ROSA BAZZI: Questo non siamo stati noi, io parlo del mio, se poi l’Olindo… Però la luce c’era in casa. L’Olindo dice che non c’era luce? L’Olindo ha detto che non c’era luce, l’Olindo…? (Per Rosa una scena al buio è davvero inconcepibile. Non è che, magari, si scopre pure che lei ha paura del buio?)

PM ASTORI: Ma non si preoccupi di quello che ha detto l’Olindo, risponda con la sua testa. Lei lo sa che cosa è successo, era lì, era lì.

PM FADDA: Se lei si ricorda che c’era la luce, c’era la luce.

ROSA BAZZI: C’era la luce.

PM ASTORI: Va bene, comunque, in sintesi: lei ha accoltellato il bambino, ha dato le coltellate alla Raffaella e alla mamma, e alla Cherubini, giusto?

ROSA BAZZI: Giusto.

PM ASTORI: Suo marito ha tirato le sprangate alla Raffaella, alla Galli e alla Cherubini, giusto?

ROSA BAZZI: Sì.

PM ASTORI: Il Frigerio l’ha accoltellato suo marito, lei ci ha tentato ma non ci è riuscita, questo è quello che ha detto in sintesi, è così?

ROSA BAZZI: Sì.

PM PIZZOTTI: Vogliamo leggere il mio verbale.

AVV. TROIANO: Posso fare io, allora, l’ultima: se abbiamo fatto la mia?

PM PIZZOTTI: Sì, avvocato Troiano aspetti.

AVV. TROIANO: Le ripeto la domanda signora proprio alla luce del fatto prima: vi eravate mai detti di ucciderli?

ROSA BAZZI: Per quello…

AVV. TROIANO: E la vostra volontà quale era?

L’avvocato Pietro Troiano

ROSA BAZZI: Di dargli una… Di fargli… cioè di spaventarla. Di ucciderla proprio, vero proprio no. Avvocato veramente, vero proprio no. Di spaventarla, però quando dopo era… cioè eravamo lì, abbiamo preso troppo…

AVV. TROIANO: In quel momento…

ROSA BAZZI: Il momento che volevamo farlo?

AVV. TROIANO: Nel momento in cui voi siete entrati, lì avete agito e basta?

ROSA BAZZI: E basta.

PM FADDA: Signora, mettiamola così: lei in vita sua, ha mai desiderato la morte di una persona?

ROSA BAZZI: No, mai.

PM FADDA: Prima di [incomprensibile] della Castagna?

ROSA BAZZI: No.

PM FADDA: Non si è mai detta, magari con suo marito: «Se si togliesse di mezzo questa»?

ROSA BAZZI: No.

PM FADDA: Mai?

ROSA BAZZI: No.

INTERVENTO NON IDENTIFICATO: Ma se non ha parlato di ucciderla, perché appena siete entrati, senza dirvi niente, suo marito ha colpito in testa la Castagna, poi ha colpito in testa l’altra signora, e lei è andata ad accoltellarle? Ci è sembrata un po’ un’azione nata all’unisono; se non c’era questa decisione, bastava magari battere in testa all’una e all’altra, e non c’era bisogno che intervenisse, e invece dopo questo, questo primo intervento del marito, di suo marito, lei è andata subito con il coltello. Come mai questa decisione all’improvviso?

ROSA BAZZI: È stato in quel momento lì la rabbia che avevo…

INTERVENTO NON IDENTIFICATO: Ma ce l’aveva anche prima di entrare [incomprensibile] ?

ROSA BAZZI: Sì, avevo rabbia ma è stato in quel momento li che avevo più rabbia, perché lei mi ha…

INTERVENTO NON IDENTIFICATO: Aggredita.

PM ASTORI: Va bene.

PM PIZZOTTI: Rileggiamo quello che ho scritto io.

PM ASTORI: Sì.

Si dà atto che a questo punto viene data lettura del verbale riassuntivo delle dichiarazioni rese dall’indagata Bazzi Rosa Angela.

AVV. TROIANO: C’è una precisazione qui?

ROSA BAZZI: Sì, prima siamo andati a… lì vicino al cimitero, ci siamo lavati perché voglio che…

PM ASTORI: A Longone, forse l’abbiamo precisato però.

PM PIZZOTTI: L’ha precisato dopo però.

AVV. TROIANO: Dottor Pizzotti, questo…

ROSA BAZZI: Allora è stato così: siamo andati in lavanderia, ci siamo spogliati, abbiamo messo tutto in un sacco, siamo andati a Longone, al fiume…

PM FADDA: Cioè a Longone avete…

PM PIZZOTTI: In un rivolo, in un ruscello. Dove è che si sono lavati, in un rivolo?

ROSA BAZZI: In un… Lì al lavatoio, cioè un ruscello proprio…, c’è il ruscello e il lavatoio. È vero.

PM ASTORI: Sì, sì l’ha detto anche prima.

ROSA BAZZI: Prima il sacco, prima abbiamo buttato il sacco a Lipomo, poi siamo andati a Como, abbiamo tolto… ha tolto le calze e le ha buttate in un sacchetto dove…

PM FADDA: Cestinate.

ROSA BAZZI: Ecco.

AVV. TROIANO: Dottor Pizzotti mi scusi se la interrompo, ma questa questione della domenica non mi pare che sia… questo ucciderli non è mai emerso mi pare. Sinceramente… No, questo io mi oppongo a…

PM FADDA: A fargliela pagare, ma non ha detto…

AVV. TROIANO: No, non ha detto ucciderli. Gliel’ho fatta due diverse volte la domanda specifica.

PM ASTORI: Poi gliel’ho fatta anche io e non ha detto di no per la verità.

PM PIZZOTTI: «Ho deciso di agire» possiamo mettere in modo neutro e poi vediamo la trascrizione.

AVV. TROIANO: Di fargliela pagare.

PM FADDA: Possiamo consultare la trascrizione integrale.

AVV. TROIANO: Io metterei di fargliela pagare comunque non ha detto così…

PM PIZZOTTI: Mettiamo un «agire» che ci mette tutti d’accordo. (Il classico pasticciaccio all’italiana)

AVV. TROIANO: Dottor Pizzotti, posso interromperla? «Sul momento dei fatti ho deciso di uccidere il bambino», cioè mi pare…

PM PIZZOTTI: Non ha detto così però.

AVV. TROIANO: No, non ha mai detto che precedentemente ai fatti aveva deciso…

PM FADDA: Be’, ma sta raccontando… Mi scusi, forse veramente la frase dà la via di mezzo, nel senso che… Sì, ma siccome stiamo parlando del momento dei fatti è…

AVV. TROIANO: No, no qua si sta parlando della preparazione dell’uso dei coltelli…

PM FADDA: Però dice: «Perché mi dava fastidio che piangeva».

AVV. TROIANO: Sì, ma allora se possiamo aggiungere soltanto: «Nel momento del…» .

PM FADDA: Avvocato, poi farà testo la…

PM FADDA: «Ho deciso di uccidere il bambino perché piangeva e mi dava fastidio».

AVV. TROIANO: Ma al momento del fatto però questo, ma non… No, perché potrebbe essere…

PM FADDA: Sì, perché altrimenti sembra perché piangeva… Cioè la frase è…

PM PIZZOTTI: Al momento del fatto.

PM FADDA: Sì, al momento del fatto.

AVV. TROIANO: Al momento del fatto.

PM PIZZOTTI: Cambia poco.

PM ASTORI: Quindi il bambino ha visto che avete ucciso la mamma e la nonna?

Olindo e Rosa per Youssef erano sostanzialmente due estranei. Lo stesso Azouz dirà poi che lui non si sarebbe mai messo sul divano, da solo, in presenza di estranei ed, in effetti, un bambino che vede qualcosa che gli fa paura cerca forse riparo dietro ad una figura familiare, magari la nonna. Invece no, era tranquillo, non ha detto nulla, non ha gridato. Allora in casa, forse, c’era qualcuno che gli era familiare.

ROSA BAZZI: No, non penso perché il divano era più alto.

PM FADDA: Lui era proprio sul divano già da prima?

ROSA BAZZI: No, era già…

PM FADDA: Era tranquillo il bambino quando voi avete fatto irruzione in casa?

ROSA BAZZI: Sì, solamente quando la Raffaella… la mamma che ha gridato e allora dopo ha cominciato a gridare il bambino, perché noi non volevamo toccarlo il bambino.

PM ASTORI: Gridare come, forte, urlare?

ROSA BAZZI: Sì, piangere.

PM FADDA: Piangeva spesso il bambino?

ROSA BAZZI: No, gridava che era un bambino e cioè…

PM FADDA: Sì, no, no dico in generale.

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Comunque non è vero che piangeva il bambino, non l’ha sentito nessuno.

Ricordiamo anche che, nel mezzo di tutto questo pandemonio, ci sono Valeria che passa e ripassa col cane. Non farà mai cenno al marito di aver sentito il bambino piangere.

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: L’aveva ucciso subito il bambino?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Dopo la Galli, e dopo la Castagna è andata e ha ucciso il bambino?

ROSA BAZZI: No.

PM ASTORI: Il bambino non piangeva, non l’ha sentito nessuno.

ROSA BAZZI: No, non è vero.

PM ASTORI: Né Frigerio e né i vicini di casa di sotto.

(Appunto. E su questo punto Rosa non cambierà mai versione. Ma fa nulla…)

ROSA BAZZI: No, il bambino piangeva.

Sembrano conversazioni tratte da “Ai confini della realtà”, invece sono proprio i verbali degli interrogatori. Non aggiungiamo nulla. Parlano da soli, anche per quanto riguarda i PM.

Nella sentenza di I primo grado si leggerà:

“Ripercorsa così la progressione delle dichiarazioni confessorie rese dai due imputati non può non rilevarsi che il contenuto del loro racconto è apparso assolutamente credibile e ad un vaglio attento e rigoroso, ben può essere posto a fondamento della loro penale responsabilità perché vero, genuino, attendibile. Quanto sopra soprattutto avuto riferimento ad un triplice ordine di motivazioni.

Innanzitutto: siamo di fronte non già ad una confessione che presenta un suo sviluppo logico e coerente, ma a due confessioni che presentano uno sviluppo logico e coerente e che, a dispetto della concitazione del momento, sono sorprendentemente analitiche e ricche di dettagli che a volte si sovrappongono ed a volte si completano, segno ineludibile della genuinità dei due racconti che sarebbe stato letteralmente impossibile preordinare in tutti gli aspetti minuti. Basta ripercorrere il tenore delle rivelazioni operate da entrambi gli imputati per rendersi conto che le divergenze appaiono minime e quasi sempre riguardano aspetti assolutamente secondari il che, semmai, costituisce ulteriore riprova della genuinità delle due autonome rievocazioni.(…)

In secondo luogo: in sede di confessione sono emersi dettagli sulla dinamica degli accadimenti che gli imputati non potevano non conoscere se non per avere realmente preso parte attiva negli omicidi”.

A questo punto, a voi le conclusioni che ritenete più opportune.

Luciano Gallorini

4) Sono andati a Como a mangiare e la famosa questione delle scontrino, prontamente esibito, e QUINDI prova della loro colpevolezza.

Per questo aspetto, ritenuto di particolare rilevanza, le cose non sono poi così chiare come qualcuno vorrebbe far credere.

Questo quanto affermato dal Luogotenente Luciano Gallorini in aula durante il processo di I grado.

DOMANDA – Quindi questo scontrino è stato acquisito quella notte?

GALLORINI – Esatto. Quindi insomma, sa, sono sensazioni, quanto raccontatomi dal Maresciallo Nesti, l’Olindo in quella maniera, la faccio dell’Olindo in quella situazione, la lavatrice che andava a quell’ora di notte, lo scontrino, uno scontrino di 8,00 euro a Como, abbiamo detto “facciamo la perquisizione”.

Sentiamo Nesti:

DOMANDA – Ricorda di uno scontrino?

RISPOSTA – Sì.

DOMANDA – Vuole raccontare in quale circostanza l’avete preso?

RISPOSTA – Nel momento in cui chiesi ai coniugi Romano come avevano trascorso la serata, mi risposero e a dimostrazione di ciò mi mostrarono uno scontrino, in particolare la signora Bazzi andò in camera, lo prelevò dalla borsetta che aveva sul comò e me lo porse e in seguito fu sequestrato.

DOMANDA – Esattamente dov’era custodito lo scontrino?

RISPOSTA – Nella borsa della signora Bazzi, che era sul comò all’interno della sua camera da letto.

DOMANDA – Dovette cercarlo per un po’?

RISPOSTA – No, lo prese immediatamente.

DOMANDA – Un recupero veloce?

RISPOSTA – Sì, immediatamente.

DOMANDA – Ma lei chiese per caso uno scontrino?

RISPOSTA – No, non lo chiesi in particolare.

DOMANDA – Lo esibì lei spontaneamente?

RISPOSTA – Lo esibì lei spontaneamente.

Lo scontrino viene poi repertato e sequestrato dai RIS il 12.12.2006:

“Reperto sequestrato a Olindo ROMANO e Rosa BAZZI:

REPERTO 83 uno scontrino fiscale relativo ad una consumazione presso un locale “Mc Donalds”. Effettuato il prelievo dell’intero scontrino (prelievo 83)”.

Rosa poi dirà, a proposito dello scontrino:

«Per rispondere ai vostri dubbi posso precisare che non l’ho conservato volutamente ma mi è venuto in mente dopo quando i vostri colleghi me lo hanno chiesto, infatti potete riscontrare voi stessi che lo scontrino era nella mia tasca tutto stropicciato».

Come si può vedere anche dalla fotografia. E’ stropicciato, come dice Rosa. E dov’era? Nella borsetta, come dice Nesti o nella tasca, come afferma Rosa?

Non so perché, ma sono più portata a credere a Rosa. Inoltre, Olindo dice che lo scontrino era importante conservarlo, per poi prendere il caffè, ma poi non l’hanno bevuto, quindi è rimasto in tasca. Di questa affermazione c’è prova in atti è non ha certo la valenza che certi “giornalisti” vogliono attribuirgli.

Direi anche che, se era solamente per procurarsi un alibi, bastava andare in qualsiasi altro luogo, anche più vicino e curarsi di passare ben bene sotto a delle videocamere.  Ecco, a proposito di videocamere: come mai non sono stati esaminati i filmati delle numerose videocamere di sorveglianza poste lungo tutto il tragitto che dovrebbero aver fatto a Como e verificare così l’esatto orario della loro presenza in quei luoghi?

5) «La dinamica che ha raccontato è la stessa che ha raccontato Frigerio». Questa affermazione è davvero mondiale!

Surreale è la lotta che Rosa avrebbe ingaggiato con il signor Frigerio, durante la quale pretende anche di brandire il coltello e di colpirlo: una scena che solo a seguito dell’intervento e delle sollecitazioni del difensore modificherà, minimizzando la sua azione (FRIGERIO MAI DICE una COSA DEL GENERE , ANZI NON E’ SICURO NEMMENO IN AULA CHE CI FOSSE ROSA).

Per quanto riguarda l’aggressione di Frigerio, non è vero che Rosa affermi che lei ed il marito erano usciti dall’appartamento “Olindo avanti e lei dietro”, come si legge nella sentenza d’Appello.

Rosa, invece, non ha idea di come i coniugi Frigerio siano giunti alla porta e non sa come siano avvenute le aggressioni.

Soprattutto non sa collocarsi sulla scena del crimine quando scende Frigerio e, a differenza di quanto afferma la sentenza, improvvisa tutte le possibili alternative e, cioè, sostiene di essere stata in casa, sostiene di esser stata fuori sul pianerottolo, sostiene di esser stata dietro ad Olindo e, ancora, da parte ad Olindo, e poi sostiene di essere uscita prima di Olindo. In dettaglio:

-afferma che quando scende Frigerio lei ed il marito erano ancora nell’appartamento;

-non sa indicare se era davanti o dietro al marito e precisa che lei è fuori sul pianerottolo;

-afferma che era fuori sul pianerottolo, da parte al marito;

-precisa di essere uscita prima del marito: “io sono uscita e mi sono messa così, è uscito Olindo e lui (Frigerio) è sceso”;

-precisa che era fuori dal pianerottolo e che quando scende Frigerio, si è tirata indietro (ma non sa indicare dove).

In conclusione, Rosa:

-non sa riferire quando sia stata staccata la luce e dà le più diverse ricostruzioni;

-non sa riferire come siano arrivate le vittime e dà le più diverse ricostruzioni;

-non sa riferire circa i colpi inferti;

-non sa riferire il luogo delle aggressioni;

-non sa riferire le armi utilizzate,

-non sa riferire come sia stato appiccato l’incendio, tanto che parla di quanto vede in foto e degli accendini;

-non sa riferire come giungano i coniugi Frigerio alla porta di casa Castagna;

-non sa collocarsi sul luogo della aggressioni dei coniugi Frigerio;

-non sa descrivere le aggressioni dei coniugi Frigerio;

Ma soprattutto agli atti non c’è un solo indizio che leghi Rosa alla strage, se non le sue dichiarazioni.

Gli elementi che comprovano le interferenze sugli imputati sono i seguenti:

  1. l’illegittimo incontro avuto da Olindo con i Carabinieri la mattina del 10 gennaio 2007 in cui gli vengono prospettati “sconti di pena” e “benefici” in caso di confessione.
  2. la prima parte dell’interrogatorio di Olindo, in cui gli viene fra l’altro ingenerato il fal-so convincimento di non aver più alternative per confessare qualora non lo avesse fatto subito e la prospettazione di una istantanea e irrevocabile separazione dalla moglie in caso di omessa confessione. Nel colloquio è registrato addirittura che Olindo dice chiaramente ai PM che se confessa rinuncia a dire la verità.
  3. l’intercettazione tra Olindo e Rosa in carcere appena prima che confessino. L’intercettazione sconfessa le confessioni che i due andranno a fare e attesta che a Olindo vennero prospettati sconti di pena e benefici.
  4. l’interrogatorio di Rosa del giorno dell’arresto comprova le pressioni psicologiche anche relative alla irrevocabile separazione dal marito.
  5. i contatti indebiti avuti da Rosa con i carabinieri sin dall’arresto, durante la mattina del 10 gennaio 2007 e durante gli interrogatori.
  6. l’intercettazione tra Rosa e Olindo e quella tra Rosa e una secondina del carcere di Como prima che i coniugi confessino, in particolare la prova che Rosa decide di confessare solo per salvare il marito a sua volta dal carcere, dopo che Rosa ha appreso con sgomento che Olindo intende confessare di essere stato solo lui autore della strage per salvare Rosa.
  7. le incertezze sulla tempistica degli interrogatori, sulle sospensioni e riprese e sulla sovrapposizione delle audizione dei coniugi (!!!!!);
  8. l’interrogatorio di Rosa del 10 gennaio 2007 (prima fase) in cui ella dice che sta cercando un modo per prendersi la colpa perché teme per la vita del marito;
  9. l’interrogatorio di Rosa del 10 gennaio 2007 (seconda fase) nel quale viene impedita a Rosa ogni difesa, portandola ad allinearsi alle dichiarazioni di Olindo.
  10. l’intercettazione tra Olindo e Rosa in cui vi è la prova che è stato loro promesso di stare in un reparto insieme se “parlavano così”.

I contatti avuti da Olindo con i carabinieri, il giorno delle confessioni (10 gennaio 2007), sono durati diverse ore, mentre in dibattimento i Carabinieri inizialmente parlano di qual-che minuto, solo per rilevare delle impronte digitali, che erano peraltro state rilevate in altre precedenti occasioni.

Cara signora Cavo, ha altro da dire?

Paola Pagliari

Lascia un commento

Your email address will not be published.