Suffragio universale addio? Anziani e diritto di voto

Suffragio universale addio? Anziani e diritto di voto

All’alba del terzo millennio rischiamo davvero di dover rinunciare alla democrazia in nome di un presunto limite d’età?

Dopo un periodo di pausa (un po’ forzata, un po’ no), mi accingo a riaprire il vaso di Pandora, e lo faccio parlando di un tema che mi tocca abbastanza da vicino, ossia lo svarionamento di Grillo riguardo la possibilità di togliere il voto agli anziani.

Provocazione o meno, personalmente ritengo questa uscita abbastanza inquietante, se non pericolosa.

Partiamo dal fatto che, una volta, erano spesso SOLO gli anziani a decidere riguardo le sorti delle varie comunità e società. Proprio perché erano anziani, quindi avevano esperienza e saggezza. Lo stesso termine “senato” deriva dalla parola “senex”, cioè vecchio. Certo, una volta l’età media non era quella di adesso, ad esempio nell’antica Roma era di 40 anni per gli uomini e 29 per le donne, ma questo non cambia la sostanza della faccenda.

Licurgo di Sparta

Per secoli, se non per millenni gli anziani sono stati la memoria storica della società, le persone da cui recarsi per ottenere consigli e massime di vita. Eppure, da un po’ di tempo a questa parte, questa categoria viene messa sempre più in disparte. Anche la pubblicità fa la sua parte. Come ho già avuto modo di dire in altri articoli, la parola anziano  è diventata quasi un tabù. Non puoi diventarlo, devi fare di tutto per procrastinare questo traguardo. Pillole, beveroni, rimedi più o meno miracolosi promettono a tutti noi che non invecchieremo, che potremo fare a settant’anni quello che facevamo a trenta. Ma perché??? Io non voglio fare le stesse cose vita natural durante! Non voglio scalare l’Everest a settant’anni o fare le maratone. Da anziana vorrei poter stare davanti al camino a leggere un libro o dipingere, e non voglio lavorare fino alla tomba (leggi psicopatiche sulle pensioni permettendo).

Il messaggio che passa è che invecchiare sia inutile e dannoso per sé, ma soprattutto per gli altri. E l’ultima “provocazione” di Grillo ne è la riprova. Perché lasciare il diritto di voto a persone che sanno cosa vuol dire vivere ma non vivranno più tanto a lungo? Ma soprattutto, perché lasciare il diritto di voto a persone che il più delle volte non sanno nemmeno cosa sia internet, o se lo sanno lo usano poco, quindi interferiscono con i piani della grande “democrazia” (sigh!) della rete?

Sì, perché la sensazione che ho avuto è che la premiata ditta Casaleggio & C. stia cercando di reclutare più gente possibile disposta a sostenere un certo progetto, sperando di riuscire a far votare anche ragazzini di sedici anni che non hanno la minima idea di cosa sia stato, ad esempio, l’Armistizio del 1943, ma sanno usare tutti gli strumenti telematici e vivono di like, di apparenza, visibilità e chi più ne ha più ne metta. Poi che non conoscano la differenza tra INPS e INAIL o tra capitalismo e comunismo chissenefrega…

Personalmente sono solo certa di una cosa: non sono vecchia ma neanche giovanissima, e ho idea non mi si stia prospettando un gran bel futuro. Però, se così stanno le cose, se si cominceranno a negare diritti costituzionali alle persone, queste stesse persone potranno, a ragione, non ritenersi più obbligate a obbedire ad uno stato (minuscolo) che non le rappresenta, potrebbero decidere che senza diritti vengono meno anche i doveri… E, almeno adesso, i grandi numeri dicono che gli anziani sono la maggioranza quindi forse meglio qualcuno rifletta attentamente sul corso che potrebbe avere questo nuovo tipo di pensiero. A meno che non stia già pensando ad istituire di campi di correzione per anziani, alla faccia della memoria storica.

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