“USI SUBIR TACENDO”. Progetto ideato da Franco Pizzonia.

“USI SUBIR TACENDO”.  Progetto ideato da Franco Pizzonia.

Il progetto con finalità sociali denominato “USI SUBIR TACENDO ideato da Franco Pizzonia”, trae origine dalle vicende narrate all’interno della nota stampa realizzata dal Consulente Tecnico di Parte in materia di indagini di polizia giudiziaria ed indagini difensive Franco Pizzonia (Maresciallo Capo dell’Arma dei Carabinieri in congedo), pubblicata in data 5 agosto 2018 dalla Redazione della testata giornalistica on line denominata “Genovapost”, mediante la divulgazione dell’articolo di cronaca giudiziaria intitolato “Ex militare condannato per diffamazione; << Vi racconto che cosa è successo davvero >>”.

 

Tramite la pubblicazione della sopracitata nota stampa, il Signor Pizzonia ha inteso informare l’opinione pubblica in ordine a quanto può accadere in Italia a discapito di un appartenente della Pubblica Amministrazione, con funzioni di ufficiale di polizia giudiziaria, che ottempera al “dovere” di segnalare alle competenti Autorità Giudiziarie ed alla propria scala gerarchica fatti in grado di determinare un danno al corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione.

Dall’esame di tale documento, risulta alquanto semplice comprendere il motivo per il quale, il nostro Paese continui ad essere particolarmente afflitto dal fenomeno della corruzione, il perché all’interno del Comparto Sicurezza, (di cui fanno parte tutte le nostre Forze di Polizia), si verificano sempre più spesso gravi fatti di rilevanza penale, avvolti da un persistente clima di omertà ed il motivo per il quale crescono in modo esponenziale i casi di suicidio e di violenze all’interno di Reparti di Polizia.

 

Il Signor Franco Pizzonia, una volta collocato in congedo assoluto dall’Arma dei Carabinieri, a seguito delle lesioni irreversibili, riportate a seguito di un grave sinistro stradale verificatosi durante l’espletamento di un servizio di Pronto Intervento del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Sestri Levante (GE), avrebbe potuto godersi tranquillamente la sua pensione, ma, ritenendo di essere ancora in grado di poter essere di aiuto alle persone più deboli e più indifese, ha ritenuto opportuno tornare a difendere tale categorie di persone da ogni forma di ingiustizia e/o di abuso.

I Comandanti Nistri e Del Sette

Pertanto, dopo aver prestato servizio di volontariato presso la Misericordia di Livorno per dieci anni, (seguendo una tradizione di famiglia), nell’anno 1982 si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri, decidendo di svolgere la propria attività lavorativa esclusivamente al servizio del cittadino, in qualità di  ufficiale di polizia giudiziaria.

 

Il proprio spiccato interesse nello sviluppo delle indagini di polizia giudiziaria gli ha permesso di essere nominato Comandante di una Stazione Carabinieri all’età di ventinove anni, e successivamente gli è stato affidato l’incarico di Comandante del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Chiavari (GE), incarichi che gli hanno permesso di continuare a mantenere un rapporto diretto con il cittadino e di saggiare quotidianamente il bisogno di tutela e di sicurezza di esternato dalla popolazione.

 

Una volta collocato in congedo, il Signor Pizzonia ha voluto dar seguito al proprio impegno sociale, divenendo un’attività di libero professionista in qualità di Consulente Tecnico di Parte in materia di indagini di polizia giudiziaria ed indagini difensive.

 

Tramite l’espletamento della suddetta attività professionale, il Signor Pizzonia ha voluto continuare a mettere a disposizione dei soggetti più deboli e indifesi le proprie conoscenze in materia di indagini di polizia giudiziaria, costituendo un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da esperti ed affermati Avvocati, criminologhi, periti forensi e medici legali, con il quali collabora fattivamente al fine di fornire a chiunque ne avesse bisogno il necessario sostegno legale/probatorio.

 

Un sostegno che non si riduce all’espletamento di una mera attività tecnico/professionale, bensì, che mira, in modo assolutamente prevalente, a fare avvertire ad ogni vittima di abuso, la necessaria sensazione di essere adeguatamente tutelata, sino al totale ripristino dei propri diritti garantiti dalla Costituzione e dalle Leggi vigenti.

 

Per raggiungere tale ambizioso obiettivo, risulta indispensabile ottenere il sostegno da parte di chiunque condivida gli ideali di solidarietà e di impegno civile posti alla base di tale progetto; un sostegno che può essere fornito in moltissimi modi, cioè aderendo a tale iniziativa con un qualsiasi gesto; un gesto che sarà sicuramente ripagato quantomeno dal sorriso che potrà tornare a spendere sul volto di colui che, per molto tempo è stato ingiustamente costretto a subire ed a soffrire in silenzio (usi subir tacendo).

Il progetto è quindi rivolto ad ogni persona che pur essendo stata palesemente privata di un proprio diritto o costretta a subire un qualsiasi tipo di violenza, (fisica o psichica), non sia stata in grado di far valere i propri diritti, e/o non abbia avuto il coraggio di rivolgersi alle competenti Autorità.

 

Molte persone non sono a conoscenza del fatto che in Italia, il legislatore ha introdotto il patrocinio gratuito a carico dello Stato, a prescindere della fascia di reddito, per tutte le vittime di atti persecutori (il cosiddetto stalking), maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, atti sessuali con minore e se la vittima è un minore nel caso di riduzione o mantenimento in schiavitù e servitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, corruzione di minorenne, adescamento di minorenne, ecc.

 

Nonostante ciò, accade purtroppo frequentemente che persone vittime di gravi abusi, non riescano ad ottenere giustizia prima dell’irreparabile, circostanze in occasione delle quali capita spesso che qualcuno voglia attribuire la responsabilità di quanto accaduto alle Forze dell’Ordine, oppure alla Magistratura.

 

Ma, in molti casi, la vittima continua a subire in silenzio, sperando che qualcuno, di fronte alla sue sofferenze decida di intervenire in suo aiuto, infrangendo il clima di omertà e di indifferenza che sempre più spesso è ravvisabile all’interno delle varie realtà in cui viviamo.

Lo scopo del progetto, non è certo quello di sostituirsi alle Istituzioni dello Stato, bensì, quello di prendere per mano il soggetto indifeso, al fine di fargli comprendere le strade percorribili per poter uscire dalla propria condizione di sofferenza e/o di pericolo, accompagnandolo durante l’intero cammino che lo porterà a rivedere la luce in fondo al tunnel, nel quale è rimasto per troppo tempo; facendolo sentire tutelato e sorretto da persone che saranno in grado di guidarlo e di far valere i suoi diritti nelle opportune sedi, in quanto sostenuto da esperti professionisti.

 

In buona sostanza, l’obiettivo prefissato è quello di scongiurare il rischio che un soggetto vittima di un fatto ingiusto, possa aggravare la propria situazione, venendo in contatto con “soggetti” che, invece di tutelarlo adeguatamente, si approfittino della sua condizione psicologica, inducendolo  ad intraprendere un percorso che, di fatto, potrebbe portarlo a subire conseguenze ancor più gravi.

 

Per qualsiasi informazione e/o necessità, il Signor Franco Pizzonia, può essere contattato tramite le casella di posta elettronica:franco.pizzonia@gmail.com -P.E.C. franco.pizzonia@postecert.it

 

L’ideatore del progetto

Il C.T.P.  Franco Pizzonia

(Pubblicato da Paola Pagliari)

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