Volevo donare dei libri

Volevo donare dei libri

Italiani gran lettori?

6 italiani su 10 non leggono nemmeno un libro all’anno.

Il fatturato dell’industria editoriale italiana segna un triste -0,4%. Ce lo dice l’Associazione Italiana Editori (AIE), secondo recenti statistiche.

Oltre a tutto, statistiche  e dati si basano sulla quantità, non sulla qualità della lettura, quindi, per la fredda logica dei numeri, un libro di ricette vale quanto “Guerra e pace” di Lev Tolstoj.

Altro dato: l’Italia è agli ultimi posti nella classifica dei lettori: soltanto Cipro, Romania, Grecia e Portogallo occupano posizioni più basse.

Leggono di più le signore

La popolazione femminile mostra una maggiore inclinazione alla lettura già a partire dall’età scolare: complessivamente il 47,1% delle donne ha letto almeno un libro nel corso dell’anno, contro il 34,5% dei uomini. Riguardo l’età, la quota più alta di lettori si riscontra tra i ragazzi di 11-14 anni, eppure tra i lettori forti, tra chi cioè legge almeno un libro al mese, le percentuali maggiori riguardano gli over 55. Più esattamente: tra i 45 e i 55 anni leggono il 72% degli italiani, per terminare poi con un 23% tra i 65 e i 75 anni.

Jean-Honoré Fragonard: Lettura

Purtroppo esiste anche una netta distinzione territoriale tra i lettori: legge meno di una persona su tre nelle regioni del Sud e quasi una su due in quelle del Nord(49,0%).

Non siamo quindi grandi divoratori di libri. Mettiamo a nostra discolpa anche il prezzo non proprio invitante dei suddetti. In genere non si scende al di sotto dei 15 euro, almeno nelle edizioni originali.

Le biblioteche tengono

Si potrebbe far ricorso alle biblioteche.

Gli scorsi anni avevano visto titoli allarmanti rispetto ad un generale declino delle biblioteche e ad una crescente disaffezione a questi luoghi soprattutto da parte dei più giovani.

Invece sono oltre 8 milioni gli italiani che frequentano le biblioteche, una cifra corrispondente a circa il 15% degli abitanti di età superiore ai sei anni (età significativa in questo tipo di statistica, in quanto inizio dell’età scolare). È molto incoraggiante riscontrare quanti italiani vano in biblioteca e soprattutto apprendere che il dato in questione è cresciuto rispetto al 2016 e che, udite udite, forse contro ogni aspettativa, si è registrato un picco di aumento tra i cittadini di età compresa fra i 20 e i 24 anni.

Anche in questo caso, le più virtuose sembrano essere le donne. Infatti circa il 17 % delle cittadine si dice frequentatrice abituale della biblioteca.

Una brutta esperienza

Ma da dove provengono i libri che troviamo nelle biblioteche? Pensavo che molti fossero anche frutto di donazioni private, oltre che da acquisti, specie per quelli nuovi, fatti direttamente dalla biblioteca stessa. Quindi credevo di fare cosa gradita portando nella biblioteca del mio comune diversi libri, tutti in buono stato, alla peggio solo un pochino polverosi. Invece no! Mi sono subito sentita malamente contestare da una scorbutica addetta che molti di essi non avevano il codice a barre, quindi non potevano essere catalogati; altri, invece, facevano parte di collane “particolari” (cosa volesse intendere non ho ben compreso, dal momento che non erano certo testi “proibiti”, né dal contenuto V.M.18), quindi non potevano essere ritirati. Al più, potevo lasciarli all’ingresso, dove sarebbero stati a libera disposizione.

Ho allora provato a contattare la biblioteca del Liceo che io stessa avevo frequentato e dove, oltre a tutto, aveva insegnato mia madre per molti anni. Ho inizialmente, dopo essermi presentata come ex alunna e figlia di una loro ex professoressa, chiesto se la scuola avesse una propria biblioteca interna e, senza poter aggiungere altro, mi sono sentita rispondere che sì c’era, ma era a disposizione dei soli studenti e che non era aperta al pubblico. Ho allora specificato che non mi interessava per la consultazione, ma se disponeva anche di libri diversi da quelli di testo. A così difficile domanda, venivo indirizzata ad altro interno. Una nuova voce femminile mi chiariva che sì, c’erano anche libri diversi. Riuscivo allora finalmente a riprendere la parola e a specificare che non intendevo consultare nulla, ma donare dei libri, non testi scolastici, su varie materie: scienze, matematica, filosofia, fisica, ecc. Mi si chiedeva allora di attendere un attimo, per poter essere collegata con il Dirigente Scolastico. Dopo qualche attimo di attesa, mi rispondeva la medesima voce, per riferirmi che il Dirigente aveva detto di compilare un elenco dei libri che intendevo donare, che poi sarebbe stato vagliato e mi avrebbero dato una risposta di quali potevano interessare.

A questo punto ho appeso con molta desolazione, dopo aver però specificato che i libri erano davvero molti e che mi ci sarebbe voluto parecchio tempo che farne un elenco.

Elenco che, ovviamente, non ho alcuna intenzione di compilare.

A questo punto, però, mi viene davvero voglia di fare un bel falò di tutta questa carta che, a quanto pare, viene ritenuta inutile.

L’Antipatica

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